giovedì 28 gennaio 2016

La raccolta del salice



Del salice domestico e della sua importanza "storica" nel vigneto ho scritto già nel 2012, in uno dei primi post di questo blog (vedi QUA ).


Oggi sulle nostre colline e nei vigneti della nostra zona si vedono sempre meno "gabbie" di salice, perché la maggior parte dei viticoltori è passata a metodi "moderni", cioè a legature con plastica e altri materiali sintetici.
Peccato, perché il vecchio salice era economico, ecologico e oltre al vigneto serviva anche per legare le piante (di pomodori etc.) nell'orto oppure per intrecciare rustici cestini, panieri, sottopentole... (vedi QUAQUA)

Noi abbiamo ancora alcune piante di salice, e il verycountry-marito le coccola e ne pianta persino delle nuove.

In questi giorni sta raccogliendo i rami che tra poco serviranno per "fare le viti" (legarle ai paletti di legno e ai fil di ferro) e più avanti anche per appendere i tralci lunghi.





A proposito di salici+legatura/intreccio: tra poco organizzeremo (in collaborazione con la Cantina Sociale di Vicobarone) una serie di mini-workshop per imparare a fare i cestini.
Se siete nella zona e avete voglia di partecipare (gratuitamente): tenete d'occhio questo blog, farò l'annuncio con tutte le info necessarie.


9 commenti:

  1. Mi piacciono queste" matte "di rami di salice ....le trovo decorative a volte io le lascio in qualche angolo del giardino ...da noi si raccolgono per fare i cesti ...mentre per i lavori nella vigna usiamo la "stramma" o meglio usavano perché ora ...come dici tu usano le diverse soluzioni sintetiche....Bentornata e Buon 2016!!!!

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    1. Grazie Franca Rita! Dopo un mese al fresco nord (con neve e gelo, proprio come piace a me:-) sono tornata in Italia e ho visto che qui non c'è stato inverno. Strano....
      La "stramma" è un'erba, vero?! Non la conosco e non so neanche se qui da noi cresce.
      Buon 2016 anche a te!
      Un abbraccio
      Helga

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  2. Ma quanti ricordi!! mio nonno ne aveva diverse piante e usava anche lui i rami giovani per legare le vigne, forse sarà rimasta qualche pianta "imprigionata" nel bosco non c'è più nessuno a coltivare la vigna, c'è da dire che il vinello che produceva era molto modesto io andavo pazza per il mosto ;), a presto, luisa

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    1. Anche a me piace il mosto, proprio tanto. Ma non dico di no neanche al vino, eheh. A proposito: ho visto la tua email. No problem per il vinello, quest'anno c'è ne abbastanza. Domani ti risponderò con calma e scriverò anche a Sarobi e AnnaMaria (forse ne vogliono anche loro).
      A presto, e salutami anche il "buonmarito":-)

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  3. Ciao Helga, bentornata! Che belli i vostri salici con tutti quei rami volanti... e complimenti al very country marito per il taglio!! È davvero un peccato che non ce ne siano più tanti di questi alberi "selvaggi"... assomigliano ai gelsi o forse sono gli stessi alberi? Sono un po ignorante in materia... una cosa la so però : sono stupendi!

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    1. Grazie Cristina, siamo tornati da una settimana e devo ancora abituarmi al caldo:) I salici e i gelsi non sono gli stessi alberi, ma hai ragione: entrambi vanno potati in maniera abbastanza radicale. Forse è per quello che ti sembrano simili.
      Buona giornata, ciao!!

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  4. Proprio domani poterò i miei salici.
    Uno, vecchio ed ordinato, che cresce nel bordo del mio piccolo stagno...l'altro, giovane e ingarbugliato, che ho messo accanto alla compostiera dietro casa.
    Proprio domani li poterò, per far "vette e vettine" per ogni tipo di legatura qui in campagna.
    Grazie per questo tuo bel post.
    Ciao
    A.A.

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    1. Grazie a te A.A. per il bel commento:) E buon lavoro di potatura! Spero che il tempo da te sia migliore che da noi (qui piove....)
      Ciao
      Helga

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    2. ...e difatti piove anche qui, potatura rimandata.
      Mi godrò il camino.
      Ciao
      A.A.

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