giovedì 16 agosto 2018

La vecchia lanterna


Sono appena tornata dalla Germania, dove ho passato un bellissimo mese nella casa di famiglia (dove sono nata e cresciuta). E come sempre mi sono portata in Italia un piccolo ricordo. Questa volta una vecchissima lanterna da carrozza (penso fine '800) che stava nella cassa dei "ferri vecchi" in cantina.




Mi ricordo quando mio padre, tanti anni fa (io ero ancora bambina), l'ha presa da un rigattiere. Mia madre non la voleva in casa, ma lui - nonostante le proteste di mamma - l'ha "elettrificata" (si dice così quando si mette il filo elettrico e la lampadina??) e l'ha messa come applique in taverna, in quel buffo locale in cantina dove negli anni della mia infanzia/gioventù si facevano tante, tantissime feste...
Poi, dopo la morte i mio padre, è stata sostituita da una lampada moderna e il vecchio "pezzo" è stato messo via (nella cassa dei ferri vecchi appunto).
Adesso l'ho tirata fuori, l'ho tutta pulita e portata in Italia. Mi piace, ma per essere sincera... non so bene cosa farmene....


La vendo? La tengo? La metto di nuovo in cantina? La attacco al muro???? Sono mooolto indecisa. Perché, in fondo ... non mi piacciono per niente le "case-museo" :-(

giovedì 12 luglio 2018

Cartamo/zafferanone - iniziata la raccolta

E anche quest'anno: il cartamo ci da molta soddisfazione :-)




Tinge!! In cucina, sui filati/tessuti e anche ... sulle dita


martedì 3 luglio 2018

Legno bellissimo - forse di tasso...


Un amico mi ha regalato un lungo ramo di legno vecchio e stagionato che ha trovato in una gabbia per uccelli (che lui ha acquistato a un mercatino dell'usato). Pensiamo sia legno di tasso - ma non siamo sicuri al 100 percento.
Intanto l'ho segato in tre pezzi per vedere il colori interni...


Essendo senza crepe il ramo e con colori molto belli ... ho deciso di tagliare alcune"fette", levigarle e trattarle con olio di lino e cera d'api:


E poi... naturalmente i primi bottoni!

bottoni grossi, diametro circa 4 cm, spessore 0,9 cm - 4 fori
Non male direi :-)

venerdì 22 giugno 2018

Verde e blu

In questi giorni (che sono pieni di impegni vari tra orto, vigneto, casa, famiglia...) ho poco tempo per distrarmi. Ma ogni tanto un "giochino" me lo permetto. E così ho colorato un po' (pochino pochino) il mio mondo ^__^ .
Come da titolo ho scelto "verde e blu". Iniziamo con il verde, che è un colore onnipresente in natura, ma difficile da riprodurre ad esempio in ecoprint. Questa volta ci sono riuscita (e ne sono molto felice), con le foglie di ippocastano!!!!


Nelle foto sopra alcuni dettagli, e qui sotto la tela intera. Quasi quasi mi farò una camicetta... o forse meglio una gonna?? Vedremo :-)


E adesso il blu. Qualche sera fa ho fatto un nuovo tentativo (uno precedente era fallito miseramente) di "rigenerare" un vecchio tino di indaco. Evviva, ha funzionato! Ecco i risultati:

tela di jersey di cotone


vecchia blusa che prima era bianca (ormai un po' grigia), "rinfrescata" di blu

top auto-prodotto con cotone vintage, precedentemente eco-stampato

blusa auto-prodotta con cotone vintage, legature shibori+indaco

retro della blusa di sopra

tunica di cotone (comprata) che prima era bianca, legature shibori+indaco
E dopo tutto questo la "forza" del indaco diminuiva di nuovo, ma l'ho sfruttato fino alla fine (o quasi), tingendo ancora un top (auto-prodotto con cotone vintage e precedentemente eco-stampato)...


... e in fine anche parzialmente una maglietta bianca di cotone:





sabato 9 giugno 2018

Con il lino della nonna...

Avevo un vecchissimo pezzo di lino, di quelli tessuti ancora a mano su un antico telaio. E volevo trasformarlo in una casacca (di quelle "quadrate", come piacciono a me), naturalmente colorando il tessuto con il metodo ecoprinting...
Per non rovinare tutto... avevo deciso di iniziare con un campione, una striscia che poteva (se funzionava), servire per cucire le due maniche.


 Le foglie usate erano quasi tutte foglie autunnali (ormai secche) dell'anno scorso: vite, scotano, noce, ginkgo biloba, poi qualche pezzetto di scorza (secca) di melograno, un po' di corteccia di eucalipto, radice di robbia e - unico ingrediente fresco - alcune foglie di ippocastano. Il tutto arrotolato e bollito per un'ora abbondante.



 Ecco il risultato...

... abbastanza soddisfacente per poter procedere con il pezzo più grosso di lino, 
quello che doveva diventare la parte anteriore della futura casacca.
Nelle foto seguenti lo vedete già eco-stampato (pezzo intero e qualche dettaglio)




Qui di seguito la casacca ancora un po' "grezza", mancano alcune rifiniture piccole e soprattutto manca la paramontura intorno alla scollatura. Ma ero stanca quella sera, non avevo più la concentrazione necessaria per fare quel lavoro un pochino "certosino" (almeno per me - la paramontura mi sembra sempre la parte più difficile di tutto il cucito)




E poi, qualche giorno dopo... ecco finito tutto:





Sì, sono soddisfatta di questo lavoro. La paramontura è venuta bene, e i colori-ecoprint hanno retto benissimo anche ad un secondo giro in lavatrice. Adesso sono tranquilla.... ^__^

lunedì 14 maggio 2018

Feltrosa 2018 - una grande festa interculturale




"Feltrosa", l'incontro italiano/internazionale di cui vi ho raccontato già l'anno scorso in questo post, si è svolta questa volta a Cavareno in Trentino. Eravamo circa 70 partecipanti e un grande numero di "accompagnatori" (mariti, fidanzati, amici...).

La durata era di 6 giorni, e il programma era ricco e variegato (vedi qui sul sito della manifestazione)

Io - per motivi vari - ho potuto partecipare solo ad uno dei tanti corsi. E per "comodità" vi faccio copia-incolla del testo che ho già scritto e pubblicato sul sito di FELTROSA 2018 



Feltraie senza confini …
Sono partita per fare una blusa e sono tornata con un poncho (che in realtà sarebbe pure una gonna).
Avrò fatto qualche errore? Sbagliato workshop ? No, anzi! Ho solo trovato la tutor giusta. Natali Shvets, oltre ad essere un’insegnante veramente speciale, è anche una persona  comprensiva e dolce. Non vuole soltanto insegnare una tecnica, vuole anche che le sue allieve siano convinte di quello che fanno, che si trovino a loro agio durante il workshop e anche dopo, con il prodotto finito.
Ed è proprio quello che è successo durante il mio corso “Blusa in nuno feltro”.  Già dopo pochi minuti in cui Natali - per illustrarci le varie tecniche possibili - tirava fuori dalla sua enorme valigia una moltitudine di campioni e di modelli, il “progetto blusa” è tramontato velocemente tra noi partecipanti. Due delle 3 allieve si sono innamorate subito di un poncho/gonna creato dall’insegnante e la terza di una sua giacca/campione. E Natali, invece di protestare per il cambiamento di programma,  ci ha incoraggiate a realizzare quel che più ci entusiasmava.


Confesso di essere arrivata ai limiti delle mie capacità di feltraia (ancora semi-principiante). La mole di lavoro era grande. Per stendere la lana mi servivano non meno di 4 tavoli accostati tra di loro, e dopo un giorno intero in cui mi sono chinata avanti e indietro su questa enorme superficie il mal di schiena non si è fatto attendere molto. 

Ma per fortuna c’era Natali. Con la sua calma (“ce la fai, ma ti devi sbrigare un pochino …”) e la sua capacità di correggere i miei piccoli e grandi errori (“vedi qua, questo è un buco, mettici altra lana …”), con il suo aiuto morale ma anche quello pratico (insieme abbiamo steso circa 8 metri di seta sul mio lavoro …) era determinante per la riuscita della mia impresa. 


Ho imparato molto in quei due giorni di corso, tra l’altro come creare textures e movimenti di superficie senza usare tante decorazioni e colori (il mio poncho è bianco, lo voglio colorare in un secondo momento).



Come scritto prima eravamo solo 3 “vere” partecipanti a questo corso. Una quarta persona ha dato una guest performance di qualche ora per decorare con un po’ di lana e fibre di seta e viscosa una sua blusa precedentemente auto-creata a casa. 



Il nostro gruppo era piccolo, ma forse il più internazionale di tutta Feltrosa 2018. Tra le allieve c’era la belga che vive in Portogallo, la tedesca residente da 30 anni in Italia e la svedese venuta appositamente per questa manifestazione da Stoccolma, poi la maestra ucraina e last but not least una simpatica osservatrice giapponese che per ore e ore si è divertita a seguire con occhi attenti ogni nostro movimento, prendendo nota su un piccolo quaderno e facendo dozzine di foto del nostro work in progress. 
 

Come parlavamo tra di noi? Quasi sempre in italiano, magari un po’ maccheronico ma ci siamo capite benissimo. E con la nostra nuova amica giapponese comunicavamo in un inglese rudimentale e con molti, moltissimi sorrisi e inchini!
Anche questo è Feltrosa: Un raduno di persone che condividono le stesse passioni e che superano con gioia ed entusiasmo i confini geografici e linguistici.
(Helga)
P.S.: E la prossima volta farò una blusa in nuno feltro (forse J )


Ringrazio Paolo Uliana e Natali Shvets per avermi messo a disposizione le belle foto che hanno scattato durante e dopo il corso (io questa volta me ne sono completamente dimenticata, avevo "troppo da fare")

venerdì 4 maggio 2018

Oro di cipolla

Oggi è una giornata uggiosa e buia. E così ho deciso di pubblicare un lavoro "luminoso e splendente" di qualche giorno: Tre sciarpine in seta che ho tinto - in tre modo diversi - con lo stesso "brodo" di buccia di cipolla con cui ho creato anche la stoffa di cotone pubblicata qualche giorno fa.
Il procedimento no.1 era simile, cioè cucito e legato il tessuto, immerso per circa 2 ore nel bagno caldo con la buccia di cipolla e poi aperto...:




In seguito ho tinto - sempre con questo "brodo" - altre 2 sciarpine dello stesso materiale. Una senza legature e l'altra creando un disegno shibori piegando a fisarmonica, "incastrandola" poi tra due quadretti di legno (per fare riserva di colore). Purtroppo non ho fatto foto durante il procedimento. Il risultato (ancora bagnato) era comunque questo: 


E adesso... la foto finale: le 3 sciarpine lavate e asciutte. Come vedete il colore è cambiato un bel po'. Mentre era una specie di arancione quando la stoffa era ancora bagnata, asciutta ha preso un bel color oro



Adesso il mio "brodo di cipolla" è veramente esaurito. Prossimamente dovrò passare a un altra verdura (e quindi altro colore). Vediamo....