domenica 22 marzo 2015

Vecchie cose di cantina

Una domenica mattina passata in "Vineria" alla Cantina di Vicobarone.  Fuori pioveva e faceva freddo. Ma dentro si stava proprio bene. C'era tanta gente, tanta allegria, ottimi vini (i rossi e i bianchi delle nostre colline) e anche del buon cibo (salumi piacentini e soprattutto la deliziosa frittata alle erbe selvatiche preparata da Moreno, abile titolare e cuoco dell' "Antica Trattoria del Tempio" del nostro paesino).


Noi del "Pe 'd fèr", l'associazione culturale di cui faccio parte da anni (e ne ho già parlato anche qua ), eravamo invitati a presentare il nostro "lavoro". Il Museo della civiltà contadina (che abbiamo creato circa 15 anni fa e che dista pochi metri dalla Cantina) era aperto per visitatori e fotografi. Alcuni oggetti, quelli non troppo ingombranti, sono stati portati per l'occasione nel negozio della Cantina di Vicobarone dove abbiamo allestito una piccola mostra. Nelle foto vedete tra l'altro una vecchia pigiatrice manuale, antiche imbottigliatrici e tappatrici, una pompa da spalla per il verderame, una zucca da vino e altri piccoli attrezzi che nel vigneto "di una volta" servivano quotidianamente.

La degustazione dei vini della Cantina era molta gradita dai numerosi ospiti e clienti 
e la "frittata del Moreno" andava a ruba....


Ma oltre al buon mangiare e buon bere c'erano anche i prodotti della nostra associazione: il glossario dialettale di Vicobarone (sono usciti già ben 16 volumi), il calendario con foto storiche e tanti "gadget" promozionali come magliette, portachiavi, portatorte, portabottiglie ecc.ecc. Come vedete, ce ne inventiamo sempre delle nuove per poter finanziare le nostre attività culturali, prima di tutto il "Museo della Civiltà Contadina" e la pubblicazione di glossario e calendario.


P.S.: La nostra associazione si chiama "Pe 'd fèr" (espressione dialettale che tradotta letteralmente in Italiano sarebbe "piede di ferro") in onore di un piccolo attrezzo che serviva per piantare i numerosissimi paletti di legno nel vigneto tradizionale. Eccolo qua nella foto della nostra tessera:



4 commenti:

  1. Quante volte ho girato quella manovella della pigiatrice a mano nel mio podere e dai suoceri per pigiare l'uva della nostra vigna di moscato di Terracina !!! Ora la vigna non l'abbiamo più Quante volte ho visto i miei caricare la pompa per dare l'acqua di verderame , quante volte ho visto "incestrare "l'uva , delle donne con delle forbicine affilate sedute sotto il porticato toglievano gli acini rovinati e poi si confezionavano dei cassettini di legno "platò" con la carta crespa e poi si caricavano sui vagoni merci per i mercati del nord. Quell'attrezzo " piè de fer" non lo ricordo.... Bellissima iniziativa !!! Mi ha fatto piacere ricordare e...se abitassi nelle vicinanze prenderei volentieri anche io la frittata con le erbe con un buon bicchiere di vino.....e un portachiavi che vedo .....Buona serata!!!!

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  2. E' veramente peccato che non abiti nelle vicinanze Franca Rita! Saresti sicuramente un membro prezioso della nostra associazione, hai tanti ricordi belli;)
    Buona serata anche a te! Ciao!!

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  3. Anch'io come FrancaRita ricordo diversi attrezzi, del vostro museo....complimenti per l'inizziativa...mi piace anche " El noss parla' ". Da noi non si usava invece la zucca come borraccia ...simpatica. Ciao Helga e buona serata.

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  4. Geniale la zucca-borraccia, vero?! Pare che qui tutti i contadini ne avevano. Erano leggeri da portare nel vigneto (o nei campi) e non si rompevano così facilmente come la bottiglia di vetro. E poi... queste zucche sono anche molto belle:)
    Ciao Birbolina, buona serata anche a te!!

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