martedì 9 ottobre 2012

Book bag - borsetta per un libro solo

Stavo cercando un regalino un po' originale per un'amica che come me ama i libri e la lettura. Poi ho trovato nel web questo strano oggetto chiamato book cup :


E da lì l'idea: una borsetta handmade per portare in giro il libro che attualmente abbiamo in lettura. 
Ecco il prototipo fatto con stoffe di recupero (2 vecchie tende anni '60 per l'esterno e i manici da tracolla e un vecchio lenzuolo di buon cotone bianco per l'interno):





Dopo questo primo tentativo, sicuramente migliorabile, ne ho fatto un'altro, sempre con stoffe di recupero. Questa volta con 2 scampoli di cotone cerato (avanzi di tovaglie) e il solito pezzetto di lenzuolo per l'interno:




Bene, alla mia amica regalerò quello cerato "impermeabile" perché lei va molto in bicicletta e così il libro sarà ancora più protetto. Io invece mi terrò quello fatto con le vecchie tende perché mi ricorda tanto casa mia quando ero bambina. Le tende con i pallini stavano in cucina e quelle scure con le strisce colorate in salotto. Che nostalgia... 


P.S.: Anche la "book purse" della seguente foto mi piaceva molto. Ma non avevo il coraggio di distruggere un vecchio libro per farne poi una borsetta.... Voi che dite?


il tutorial per la book purse si trova qui: 
http://www.hungrypanda.net/blog/2010/02/book-purse-tutorial/

domenica 7 ottobre 2012

Come fare "spugnette" con le reti di frutta e verdura


Sono anni che cerco di comprare il meno possibile alimenti con involucri di plastica e/o di polistirolo, ma è veramente difficile. Anche frutta e verdura bio, le arance, i limoni e le patate ad esempio, sono molto spesso in vendita in retine di plastica.
Non buttatele, perché possono essere utili. Io ad esempio le trasformo in "spugnette" per lavare i piatti o per pulire il lavandino ecc.


Farle è molto facile. Prendete la retina (se è piccola prendetene 2 o 3 insieme) e piegatela fino a raggiungere la misura che vi piace/serve.


Con ago e filo cucite tutto intorno...


...e la vostra spugnetta è già pronta per l'uso!


Oltre ad essere gratis queste spugnette sono anche molto pratiche. Sono geniali per "grattare" superfici delicate (come pentole antiaderenti) senza graffiare e rovinare niente.
E poi le trovo anche molto più igieniche delle solite spugne che si comprano. Ogni tanto metto le mie spugnette/retine in un bicchiere con acqua e bicarbonato e le lascio tutta la notte. Tornano pulite e possono essere usate ancora per un bel po'....

giovedì 4 ottobre 2012

Prime serate fresche - tiriamo fuori i calzini handmade...


Ieri sera sentivo proprio freddo ai piedi, per la prima volta in questo autunno 2012, e ho tirato fuori dall'armadio un paio dei miei amati calzini handmade (vedi foto qui sopra). Non erano ancora quelli invernali, ma quelli fatti di un morbidissimo cotone, ideali per l'autunno che avanza.

Sono più che preparata però anche per l'inverno (che presto sarà alle porte...): perché mi sono già fatta una bella scorta di calzini di calda lana.



Fare i calzini a maglia con i 5 ferri non è facile ma neanche difficilissimo. Io l'ho imparato da bambina da mia nonna. Ma anche nel web si trovano molti siti con le istruzioni belle chiare e dettagliate (basta guardare in google o altri motori di ricerca;). Guardate per esempio QUA oppure QUA


L'anno scorso ho fatto una decina di paia di calzini di lana, e molti li ho regalati a Natale a parenti e amici - un grande successo che spero di ripetere anche quest'anno ^__^

lunedì 1 ottobre 2012

Olive verdi in salamoia

Solo uno dei nostri ulivi produce le "olive giganti" da tavola (non chiedetemi che varietà è ... non lo so proprio). Sono olive da tavola (o da mensa). Per metterle via vanno raccolte presto, di solito in ottobre, quando non sono ancora completamente mature. Così restano belle sode.

Per conservare le olive da tavola ci sono mille modi e ricette. Io di solito scelgo il metodo "salamoia".


E questo è il procedimento:
- Mettere le olive in una grande ciotola per dieci giorni, cambiando l'acqua (del rubinetto) almeno 2 o 3 volte al giorno. In questo periodo le olive perdono già parte dell'amaro.
- Poi iniziare con le salamoie (che in tutto saranno 3 diverse!).
- Prima salamoia:  far bollire dell'acqua ed aggiungere del sale fino (100 gr di sale per ogni litro d'acqua). Mettere le olive in uno o più vasi con chiusura ermetica, coprirle con la soluzione salata (fredda!!!) e lasciare riposare tutto per 1 mese circa in un luogo fresco e buio (in cantina). Dopo 30 giorno scolare.
- Seconda salamoia: procedimentro come sopra, ma questa volta con 120 gr di sale per ogni litro di acqua. Altro mese al buio in cantina. Scolare.
- Terza salamoia (quella definitiva): questa volta solo 60 gr di sale ad ogni litro di acqua.
- Adesso ancora un po' di pazienza, o meglio: almeno 3 o 4 mesi. In questo periodo le olive dovrebbero perdere anche il resto dell'amaro (o quasi:).
- Prima di mangiarle si lavano bene in acqua dolce (per eliminare il sale) e poi si condiscono secondo i gusti personali. Noi ad esempio mettiamo un po' di aglio, peperoncino, rosmarino (oppure timo) e olio d'oliva. Buonissime!




venerdì 28 settembre 2012

Altri ex-polsini diventati piccole pochette


Qualche mese fa ho scritto della trasformazione di una camcia da uomo in camicietta da donna. Beh, mi sono divertita a farne altre, e come la prima volta gli ex-polsini sono diventati piccole pochette. Eccole:


Come vedete nelle foto, le pochette hanno tutte misure e forme diverse, e anche il numero dei bottoni dipende dal modello di camicia ;)



mercoledì 26 settembre 2012

Legno di sambuco - ideale per fare i manici degli attrezzi


I manici dei nostri attrezzi agricoli (badili, zappe, forche da fieno ecc.) sono quasi tutti autoprodotti con legno di sambuco.


Il sambuco è un legno leggero ma molto elastico e resistente. Cresce spontaneo sulle nostre colline e tutti gli anni, durante la luna calante di novembre (quindi tra un mese e mezzo circa) Renato va a tagliare qualche ramo bello dritto (fa la scorta per noi, ma anche per amici e parenti :-)
Il ramo deve essere lungo tra 180 cm e 2 metri e di circa 3-4 cm di diametro (dipende dall'uso, cioè per quale attrezzo serve alla fine).
Portato a casa va ingrassato con il grasso per scarponi (che non diventa rancido) sui due tagli alle estremità e appeso in cascina "a testa in giù", vuol dire: con la parte più grossa in alto.
Solo dopo un anno circa avviene la successiva lavorazione: con un coltello si toglie la corteccia esterna del ramo.
si toglie la corteccia
a sx senza corteccia, a dx ancora con corteccia
Una volta scortecciato si toglie anche la pellicina bianca che resta sul legno con un coltello o meglio ancora: con una scheggia di vetro.
togliere la pellicina bianca con un pezzo di vetro


Poi si ingrassa tutto il ramo abbondantemente e si appende per un'altro anno in cascina.


Dopo il secondo anno di "maturazione" i manici di sambuco sono diventati belli leggeri e pronti per l'uso.


PS: naturalmente si possono fare anche - con pezzi molto più corti - robusti manici per piccoli attrezzi, come martelli, mazzuoli, falcetti.
NON si può usare il sambuco per il manico della scure e della mazza perché è troppo elastico. La scure e la mazza hanno bisogno di un manico rigido (es.: legno di robinia o faggio)

lunedì 24 settembre 2012

Verdea - la nostra uva per l'inverno


Quella che vedete qui sopra è una parte della nostra "riserva" di uva per l'inverno. E' la Verdea, un'uva che qui nel Piacentino (specialmente nella Valtidone) è molto diffusa come uva da tavola. Perché messa in un luogo fresco e ventilato si mantiene per molti mesi.

Qui da noi purtroppo ha grandinato in luglio, e così molti grappoli sono ridotti un po' male.


Ma con un paio di forbici (e molta pazienza) si mondano bene, togliendo tutti gli acini seccati dopo la grandine, prima di mettere l'uva nelle cassettine di legno.


Di solito mangiamo uva verdea (che col passare del tempo diventa un po' più asciutta e grinzosa e sempre più dolce!) almeno fino a Natale, qualche volta anche fino a gennaio/febbraio dell'anno successivo.
E naturalmente metto un po' di verdea nel mio  Rumtopf

Se volete qualche informazione in più sul tipo di uva, qui di seguito vi metto (con copia-incolla) quello che ho trovato sul sito www.ars-alimentaria.it:


DENOMINAZIONE LATINA
Vitis vinifera sativa var. Verdea
PIANTA DI ORIGINE
Vitigno da mediamente a molto vigoroso, con portamento orizzontale della vegetazione con un'emissione media di femminelle, caratterizzato da produzione regolare e costante, diffuso in gran parte della provincia di Piacenza, in particolare in Val Tidone, nella provincia di Milano, in Toscana
UTILIZZAZIONE ALIMENTARE
Grappolo: medio, lunghezza media, conico piramidale, alato, corto ma grosso, da mediamente spargolo a spargolo, peduncolo corto; acino di grandezza media ed arrotondato; buccia spessa, colore verde-giallo dell' epidermide a maturazione; poco pruinosa, polpa poco succosa a sapore neutro.
Uva essenzialmente da tavola ma anche da vinificazione, utilizzata  insieme ad altri vitigni bianchi.
Se vinificata da sola produce un vino secco
COLTIVAZIONE
Pianta molto rustica riesce a crescere quasi su ogni tipo di terreno, anzi è meglio se non troppo fertile purché ben drenato. Predilige i i terreni argillosi, moderatamente calcarei e i luoghi ben soleggiati; resiste fino a temperature invernali di -15°C.
Non gradisce la siccità estiva ma nemmeno l'eccessiva piovosità.
Le tecniche di coltivazione sono molto variabili a seconda della zona
Epoca di maturazione: da media a tardiva, dall'ultima decade di settembre fino a metà ottobre
La raccolta avviene manualmente



mercoledì 29 agosto 2012

Pomodori secchi fatti in casa


Il freddo di primavera, una brutta grandinata in luglio e poi l'eccessivo caldo in agosto ci ha rovinato il raccolto dei nostri pomodori dell'orto. Peccato, perché di solito ci facciamo la scorta di salsa per tutto l'inverno. Quest'anno invece i nostri pomodori bastavano giusto per qualche insalata, una mezza dozzina di sacchetti di polpa fresca nel freezer e qualche vasetto di pomodori secchi sott'olio.


Ecco come ho fatto:
Ho tagliato i pomodori (noi abbiamo quelli tipo San Marzano) a metà per il lungo e messi su carta da cucina in cassette per la frutta (sia di legno che di cartone, non importa). Poi li ho cosparsi di molto sale fino e messi davanti a casa in pieno sole.


Importante tirarli dentro per la notte, di girarli spesso e di "aprirli" stendendoli bene con le mani quando cominciano ad accartocciarsi sui bordi in maniera di evitare la formazione di muffe.


Per proteggere i pomodori dagli animaletti si possono coprire le cassette con la tulle.
Difficile dire quanti giorni devono seccare sotto il pieno sole, dipende dal clima. Qui da noi c'era molto molto caldo quest'anno e dopo 5 giorni i miei pomodori erano abbastanza secchi per essere conservati per l'inverno. Anche qui ci sono molte ricette. Io procedo così:
Faccio bollire i pomodori secchi per circa 5 minuti in acqua e aceto, poi li faccio asciugare bene su carta da cucina (anche tutta la notte) e alla fine li sistemo in vasetti con un po' di aglio, peperoncino e olio extra vergine d'oliva. Importante che siano coperti completamente di olio prima di chiudere il vaso!


giovedì 12 luglio 2012

Succhi di frutta - con una particolare pentola "a vapore"

Non ho idea come si chiami realmente quella strana pentola che ho trovato in cantina da mia madre qualche anno fa. So solo che non l'ho mai usata perché mi sembrava una cosa "strana". Quest'anno invece, con tante tantissime albicocche e prugne ho finalmente avuto il coraggio. E il risultato è grandioso!!!!! Tanti litri di succo di frutta con pochissimo lavoro.
Prendiamo ad esempio le prugnette rotonde (non so come si chiamano!) che non sono un gran che per mangiarle, e per fare la marmellata sono un po' "noiose". Perché sono molto acquose e la polpa non si stacca mai dal nocciolo. Ne ho raccolte circa 6 chili.


Le ho messe (intere) nel cestello di questa strana pentola-vaporiera....


...riempito d'acqua la parte in basso e messo il tutto sul fuoco 
(visto il caldo in cucina ho usato un bruciatore portatile che abbiamo in cortile)


Come funziona? In pratica è un'estrazione a vapore. Nel cestello inferiore si mette l’acqua, questa bolle e il vapore fa cuocere la frutta. Il succo ottenuto (che esce dal tubicino di gomma rossa) potrà essere quindi imbottigliato e sterilizzato per essere conservato il più a lungo possibile.
Io non avevo bottiglie adatte e quindi ho usato dei normalissimi vasetti da un litro e da mezzo litro (come quelli per la marmellata o per il miele).


Come dicevo prima: il risultato di quest'operazione è veramente grandioso. Da circa 6 chili di prugnette ho ricavato più di 5 litri di ottimo succo!!!!!

 

venerdì 6 luglio 2012

Trasformazione di una camicia da uomo...

 
Quella che vedete qui sopra era una ex-camicia da uomo. 
Era nuova e di ottima qualità, ma a mio marito purtroppo era troppo stretta.

Così ho tolto polsini e colletto....

   ...e la camicia da uomo e diventata una bella e comoda camicetta per me,
con colletto "alla coreana" (credo almeno si chiami così) 


e delle maniche da 3/4 che io di solito arrotolo


Gli ex-polsini sono diventati due piccole pochette che sono molto utili per mettere il cellulare o altre cosine che spesso "girano" nella mia borsetta (il rossetto, il coltello svizzero, lo stick anti-zanzare ecc.ecc.)


Solo per l'ex-colletto non ho ancora trovato un modo di ri-uso. Se qualcuno di voi ha un'idea: fatemi sapere! Grazie ^___^