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martedì 26 marzo 2019

Wabi-Sabi, oppure: la mia nuova tenda in bagno


Lo scorso week end ho partecipato a un workshop di Indaco+Shibori+Ecoprint nel atelier di Laura dell'Erba (una delle migliori ecoprinters in Italia).

Il primo giorno abbiamo avviato un tino di indaco naturale (vedi foto sopra). E mentre lui "maturava" abbiamo fatto alcune stampe botaniche con eucalipto ecc. su scampoli di seta e lana.





Ognuna di noi preparava 12 quadretti 30x30 in vari tessuti (seta, lana, cotone, lino). Alcuni venivano eco-stampati, altri "shiborati" e poi tinti nel nostro indaco, altri ancora sottoposti al doppio trattamento. 


Il pomeriggio del secondo giorno abbiamo passato a cucire, cioè ad assemblare i nostri "pezzi", trasformandoli in una stola, una borsa oppure in una tenda; in ogni caso in un vero "Wabi-Sabi" (termine giapponese che designa una bellezza imperfetta, frutto di una creatività intuitiva spontanea).

In tutto eravamo 11 allieve, venute da tutta l'Italia e una persino dalla Slovenia. E nonostante il lavoro veramente intenso ci siamo divertite moltissimo :-)

 

E questo è il mio Wabi-Sabi: la nuova tenda per il bagno.

Sono molto, ma proprio molto soddisfatta ^__^

domenica 30 settembre 2018

Cesteria in fil di ferro


Ieri ho partecipato a un workshop dove si impiegava un materiale a me fino adesso per niente simpatico: il fil di ferro!
E confesso subito: mi sono divertita molto e sicuramente non è l'ultima volta che lo uso.

Con l'aiuto del "maestro" GiPi dei Malvisi ieri ognuna di noi (eravamo solo donne!) ha creato un piccolo cestino.





Ok, non sono opere d'arte, ma per la prima volta sono già un grande successo :-) E tutte noi abbiamo deciso: appeno il GiPi ha tempo (e voglia) andiamo avanti per creare - con il suo aiuto - cestini un po' più "difficili".

Personalmente vorrei presto fare un cestino da aglio, come questo:




lunedì 14 maggio 2018

Feltrosa 2018 - una grande festa interculturale




"Feltrosa", l'incontro italiano/internazionale di cui vi ho raccontato già l'anno scorso in questo post, si è svolta questa volta a Cavareno in Trentino. Eravamo circa 70 partecipanti e un grande numero di "accompagnatori" (mariti, fidanzati, amici...).

La durata era di 6 giorni, e il programma era ricco e variegato (vedi qui sul sito della manifestazione)

Io - per motivi vari - ho potuto partecipare solo ad uno dei tanti corsi. E per "comodità" vi faccio copia-incolla del testo che ho già scritto e pubblicato sul sito di FELTROSA 2018 



Feltraie senza confini …
Sono partita per fare una blusa e sono tornata con un poncho (che in realtà sarebbe pure una gonna).
Avrò fatto qualche errore? Sbagliato workshop ? No, anzi! Ho solo trovato la tutor giusta. Natali Shvets, oltre ad essere un’insegnante veramente speciale, è anche una persona  comprensiva e dolce. Non vuole soltanto insegnare una tecnica, vuole anche che le sue allieve siano convinte di quello che fanno, che si trovino a loro agio durante il workshop e anche dopo, con il prodotto finito.
Ed è proprio quello che è successo durante il mio corso “Blusa in nuno feltro”.  Già dopo pochi minuti in cui Natali - per illustrarci le varie tecniche possibili - tirava fuori dalla sua enorme valigia una moltitudine di campioni e di modelli, il “progetto blusa” è tramontato velocemente tra noi partecipanti. Due delle 3 allieve si sono innamorate subito di un poncho/gonna creato dall’insegnante e la terza di una sua giacca/campione. E Natali, invece di protestare per il cambiamento di programma,  ci ha incoraggiate a realizzare quel che più ci entusiasmava.


Confesso di essere arrivata ai limiti delle mie capacità di feltraia (ancora semi-principiante). La mole di lavoro era grande. Per stendere la lana mi servivano non meno di 4 tavoli accostati tra di loro, e dopo un giorno intero in cui mi sono chinata avanti e indietro su questa enorme superficie il mal di schiena non si è fatto attendere molto. 

Ma per fortuna c’era Natali. Con la sua calma (“ce la fai, ma ti devi sbrigare un pochino …”) e la sua capacità di correggere i miei piccoli e grandi errori (“vedi qua, questo è un buco, mettici altra lana …”), con il suo aiuto morale ma anche quello pratico (insieme abbiamo steso circa 8 metri di seta sul mio lavoro …) era determinante per la riuscita della mia impresa. 


Ho imparato molto in quei due giorni di corso, tra l’altro come creare textures e movimenti di superficie senza usare tante decorazioni e colori (il mio poncho è bianco, lo voglio colorare in un secondo momento).



Come scritto prima eravamo solo 3 “vere” partecipanti a questo corso. Una quarta persona ha dato una guest performance di qualche ora per decorare con un po’ di lana e fibre di seta e viscosa una sua blusa precedentemente auto-creata a casa. 



Il nostro gruppo era piccolo, ma forse il più internazionale di tutta Feltrosa 2018. Tra le allieve c’era la belga che vive in Portogallo, la tedesca residente da 30 anni in Italia e la svedese venuta appositamente per questa manifestazione da Stoccolma, poi la maestra ucraina e last but not least una simpatica osservatrice giapponese che per ore e ore si è divertita a seguire con occhi attenti ogni nostro movimento, prendendo nota su un piccolo quaderno e facendo dozzine di foto del nostro work in progress. 
 

Come parlavamo tra di noi? Quasi sempre in italiano, magari un po’ maccheronico ma ci siamo capite benissimo. E con la nostra nuova amica giapponese comunicavamo in un inglese rudimentale e con molti, moltissimi sorrisi e inchini!
Anche questo è Feltrosa: Un raduno di persone che condividono le stesse passioni e che superano con gioia ed entusiasmo i confini geografici e linguistici.
(Helga)
P.S.: E la prossima volta farò una blusa in nuno feltro (forse J )


Ringrazio Paolo Uliana e Natali Shvets per avermi messo a disposizione le belle foto che hanno scattato durante e dopo il corso (io questa volta me ne sono completamente dimenticata, avevo "troppo da fare")

venerdì 27 aprile 2018

Verycountry-Mix

Sono pigra, non voglio (e non posso) fare un post per ogni singolo verycountry-argomento di questi giorni. Succedono troppe cose, e così è nata l'idea del MIX.
Inizio subito con la "blusa cipolla" che è nata dalla tela di cotone che ho tinto con la buccia di cipolla (vedi post precedente)

 E' un modello molto semplice, lo so. Ma io lo amo, specialmente per le bluse estive. Perché è bello largo e permette all'aria di circolare (importante per me, soffro molto il caldo e l'afa della pianura padana...)



Passiamo al legno. Qualche giorno fa ho fatto nuovi ciondoli (i vecchi erano quasi esauriti ormai). E in alcuni casi ho fatto una combinazione legno+perla. Non era semplice l'abbinamento, ho dovuto fare diverse prove prima di decidere...

abbinamento bocciato!!!!



In seguito le versioni definitive:







E last but not least le foto del workshop "intrecci" che abbiamo organizzato 
mercoledì scorso a casa di amici:












Nell'ultima foto l'amica Maria Rosa che ha fatto subito la "prova tecnica" per il suo nuovo cestino ed è andata a raccogliere le uova .... ^___^
Era proprio una bella giornata e non sarà l'ultima. 
Stiamo pensando di replicare questo workshop, data e luogo da decidere 
(ma le prime prenotazioni sono già arrivate)

domenica 19 novembre 2017

Shibori - tutto il ciclo

shibori con indaco fresco
A fine ottobre ho fatto un post sull'indaco e ho parlato anche di un workshop a cui ho partecipato: "Shibori con indaco fresco", organizzato dallo Shibori Lab a Milano. Il vecchio post si trova  qui
Quel workshop in realtà era solo il primo di un ciclo di 4 incontri, in cui il maestro giapponese Akifumi ha insegnato diverse tecniche shibori, con diversi colori naturali. Io ho "saltato" il terzo (ero in Francia quel giorno), quello con il caffè, ma metto la foto (presa "in prestito" dal sito di Shibori Lab) lo stesso. Così il ciclo è completo. 
shibori con vino rosso

shibori con caffè

shibori con indaco fermentato e secco
Erano degli incontri molto simpatici, abbiamo imparato molto e ci siamo divertite/i tutte/tutti. L'anno prossimo ci saranno nuovi workshop, ed io sicuramente mancherò il meno possibile :-)