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mercoledì 9 novembre 2016

Questo e quello - sono in una fase molto eclettica ^__^

Inizio questo post (che sicuramente sarà un po' confusionario...) con l'ultima cosa "importante" che ho fatto: Stasera come dolce ho preparato i "peer-büs", le pere volpina cotte in vino rosso - tipico dessert piacentino di cui ho già scritto ben 2 anni fa in (per info cliccare qua)

E adesso qualche foto di quel che ho "combinato" ultimamente. 

C'è naturalmente dell'ecoprint:
sciarpa in jersey di lana (bagno color con noce di galla)



scaldamani e scalda orecchie in lana cotta

shopper in vecchio lino (foderato)

...e sopratutto tanti bottoni in legno:

da sx: tasso, sambuco, melo, robinia, sorbo domestico, ciliegio, ulivo

legno di tasso

Che altro? Ah sì, ho coccolato le piante nel mio orto tintorio, 
come la persicaria (indaco giapponese) ad esempio:


E della serie "facciamoci una bella scorta" ho raccolto delle foglie autunnali per eventuali avventure di eco-printing durante i mesi invernali. 

Guardate che belle le foglie del liquidambar, albero originario del Nord America che qui da noi nel Piacentino si trova in tanti parchi pubblici, sempre più frequente anche nei giardini privati e persino lungo le strade comunali:


Bene, questo era un piccola carrellata fotografica delle mie recenti attività. 
Serve soprattutto a me stessa per ricordare. 
Perché questo blog è una specie di diario per me, e ogni tanto scorro indietro nelle pagine per richiamarmi in memoria alcuni momenti belli del passato...
(sto diventando vecchia e nostalgica mi sa, ma non è grave, anzi... ^____^)

domenica 2 ottobre 2016

Capperi !! - un esperimento nordico


Lo so che i capperi crescono al sud e che io abito al nord.... Ma non ho resistito: Ieri alla bellissima fiera "Frutti antichi" nel Castello di Paderna ho acquistato - tra l'altro - due piccole piantine di cappero.

Le ho messe nei buchi di un (brutto) muro di blocchi di cemento vicino a casa.


Speriamo bene! La mia paura è il gelo d'inverno. Ma se con i capperi funziona come ha funzionato con una piccola piantina di rosmarino che ho messo in un buco di quel muro qualche anno fa... presto mangeremo un sacco di capperi ^___^

Guardate che piantona che è diventato il "piccolo" rosmarino:



E poi e poi e poi.... per chiudere il post la foto di qualche piccolo bottoncino 
in legno d'ulivo appena tagliato/forato/levigato/cerato

Me ne servivano soltanto 2, ma come al solito non sono riuscita a fermarmi 
e ne ho fatti una ventina :-)

Buona domenica sera!!!

martedì 7 giugno 2016

Rumtopf 2016 - oggi: more di gelso



Oggi mio marito ha portato a casa un po' di more di gelso. Abbiamo un piccolo albero di gelso (Morus celsa) ai margini del vigneto, e quest'anno fa molti frutti.

La mora di gelso fa parte di quella frutta antica e un po' "dimenticata", difficile trovarla in commercio.
La maggior parte delle nostre "more" le mangia il verycountry-marito direttamente dall'albero.
Ma visto che oggi me ne ha portato un po' in "regalo" :-) ho voluto fare un esperimento: le ho lavate e private del picciolo e messe nel Rumtopf 2016!


Io uso la parola tedesca per questa delizia, se non capite vi rimando al post che ho fatto qualche anno fa sul Rumtopf.

Sono fortunata, perché anche quest'anno i nostri amici francesi ci hanno portato un bel po' di "rum agricolo" dalla Martinique (dove vive una delle loro figlie) e così ho iniziato circa un mese fa con le fragole, poi ho aggiunta anche qualche albicocca....


... e adesso appunto le more di gelso. E' la prima volta che le metto, vediamo cosa viene fuori!
Ve lo racconterò verso Natale! ^___^

lunedì 21 settembre 2015

Prima dell'inverno...

La vita in campagna è abbastanza "movimentata" in questo periodo, almeno per noi. Tra vendemmia e lavori in cantina, raccolta frutta e rispettiva trasformazioni in marmellate e succhi, preparazione di sott'oli e sottaceti (al momento soprattutto cipolline e aglio marinato) le giornate dovrebbero avere qualche ora in più... Ma non mi lamento, mi piace!

Quest'anno, come già scritto in precedenza, qui da noi è l'anno della frutta. Non solo l'uva era bellissima, anche le giuggiole sono incredibilmente buone, e anche molto grandi. Guardate che roba:


Persino le olive sembrano sane. Non sono tantissime, ma l'anno scorso la raccolta qui da noi era praticamente zero, e quindi....
Per il momento ho raccolto soltanto le poche olive giganti di uno dei nostri alberelli. Queste olive devono essere ancora un po' "acerbe" quando le metto in salamoia. Se sono troppo mature diventano molli nei vasetti e non ci piacciono più. Le altre, quelle più piccole, non hanno questo problema e le raccoglierò tra qualche giorno.


Anche la "vita sociale" non ci fa annoiare in questi giorni. Come tutti gli anni a settembre sulle nostre colline si sfruttano gli ultimi caldi e si organizzano tantissime feste popolari, con grigliate, mercatini, balli e musica.
Nel nostro comune ad esempio si è svolta - domenica scorsa - la tradizionale "Festa dell'Uva". Era stata rinviata di otto giorni, per via del maltempo che una settimana fa aveva provocato, in alcune valli del Piacentino, terribile alluvioni con morti e dispersi. Da noi non è successo niente di grave, ma anche la nostra festa questa volta era un po' "sotto tono". E le associazioni (Pro Loco in primis) hanno organizzato piccole iniziative di solidarietà per aiutare i nostri vicini "alluvionati".
Anche il "Pe 'd fèr", l'associazione di cui facciamo parte io e la mia amica Marisa (che vedete nella foto qui sotto in mezzo ai nostri manufatti:) era presente alla manifestazione.


E per chiudere per oggi in bellezza :-) vi metto una foto del nostro Pinu:


Lo vedete subito dopo l'ultimo taglio di pelo 2015. Per circa mezzo anno, durante i mesi freddi, non sarà più tosato. E da cane "carino e curato" si trasformerà, come sempre, in un cane "barbuto" con pelo lungo e completamente infeltrito .....^__^

martedì 16 dicembre 2014

Frutti antichi: la pera volpina


Qualche anno fa mio marito ha piantato, in mezzo al vigneto, un alberello di pere antiche che in dialetto locale si chiamano "peer-büs". Come vedete nella foto qui accanto: E' un tipo di pera piccola e quasi rotonda, molto dura e anche molto asprigna. Non si trova in commercio, forse perché è commestibile soltanto se cotta.
Mio marito mi raccontava sempre che da ragazzo ha mangiato queste perette a casa di sua nonna, e che erano deliziose. Ma purtroppo non si ricordava come erano preparate...
Qualche giorno fa, dopo una piccola ricerca in internet, ho scoperto che la "peer-büs" in italiano si chiama "pera volpina", uno dei frutti antichi e dimenticati delle nostre campagne. E per la grande gioia di mio marito ho trovato anche delle belle ricette per prepararne un dessert veramente molto molto buono. Ecco i link: pere volpine in vino rosso sul sito "Con i piedi per terra" e anche un'altra, molto simile, su Cookaround
 
Buon appetito!!! ^___^

mercoledì 21 novembre 2012

Frutti antichi: la sorbola


Da oggi abbiamo un nuovo albero nel frutteto: Un giovane Sorbo domestico









E' ancora piccolino e un po' striminzito, poverino. Ma noi siamo ottimisti, perché sappiamo bene che i sorbi sono degli alberi molto longevi che possono diventare veramente imponenti ed alti (anche più di 20 metri!). 
E per difendere il nostro piccolo sorbo contro alcuni nemici (in questo caso contro i conigli selvatici che negli ultimi anni si sono moltiplicati a dismisura sulle nostre colline, mangiano le cortecce di alberi e viti facendole morire....) abbiamo messo una protezione intorno al tronco. Certo, non è bella ma è molto efficace: un foglio di plastica verde che nemmeno i dentini aguzzi dei conigli riescono a bucare...
 


Come vedete sul cartellino che era appeso all'alberello quando l'abbiamo preso in vivaio, il frutto del sorbo, la sorbola appunto, assomiglia ad una piccola pera (in un'altra varietà ad una piccola mela).


La sorbola, è - come la giuggiola e la nespola comune di cui ho già scritto in precedenza - uno di quei frutti antichi che difficilmente si trovano oggi in commercio; forse perché come la nespola comune anche la sorbola non è subito commestibile dopo il raccolto, ma ha bisogno della post-maturazione (ammezzimento).
Eppure la sorbola è molta buona (almeno a noi piace:). Ha un sapore dolce/acidulo ed è piena di vitamina C. Anche la fauna selvatica (specialmente gli uccelli) amano molto le sorbole.
 

Per sapere di più sul sorbo domestico vi consiglio due siti: agraria.orgarcheologiaarborea.org


domenica 28 ottobre 2012

Nespole comuni - un frutto antico


Ieri abbiamo fatto il raccolto delle nostre nespole comuni, un frutto molto antico e ormai anche molto démodé (da non confondere con le nespole giapponesi, quelle gialle!)


Come la giuggiola anche la nespola comune si trova raramente in commercio. La spiegazione è molto semplice: appena raccolta questa frutta non è buona, è troppo dura ed astringente perché ricca di tannino. In poche parole: è immangiabile!

Le nespole comuni hanno bisogno di post-maturazione o ammezzimento.  Dopo essere raccolte devono riposare, ad esempio tra la paglia in luoghi ventilati, in modo che i tannini si trasformino in zucchero e la polpa diventi molle e molto saporita, acquistando un gradevole sapore dolce acidulo.


Per sapere di più su questo antico frutto potete documentarvi per esempio sul sito di Agraria.org oppure su Wikipedia

giovedì 11 ottobre 2012

Andiamo in brodo di giuggiole

Quasi tutti conoscono il detto "andare in brodo di giuggiole" (cioè: essere veramente felici, essere al settimo cielo), ma pochi conoscono le giuggiole stesse. Perché è un frutto quasi scomparso dal mercato ormai (come anche le nespole comuni o i sorbi).
Noi abbiamo due piccoli alberi di giuggiole nel frutteto/vigneto, e ieri abbiamo fatto il nostro (magro) raccolto:


Come potete immaginare le nostre giuggiole non bastano per fare il famoso "brodo" (che non è altro che un liquore molto dolce a base di giuggiole, zucchero e vino bianco) e neanche per la marmellata o lo sciroppo. Noi le mangiamo così come sono, e sono buone. Appena raccolte il loro sapore assomiglia un pochino a quello delle mele. Lasciandole maturare di più la pelle delle giuggiole diventa tutta grinzosa e il sapore (diventando più dolce) è simile a quello dei datteri.
Se volete sapere di più su questo antico frutto vi consiglio la pagina di Wikipedia Giuggiole.