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giovedì 4 dicembre 2014

Aglio marinato




Lo so che siamo già in dicembre, e so anche che la raccolta dell'aglio e la sua conservazione (sott'olio e/o sotto aceto) si fanno nei mesi luglio/agosto/settembre.
Il motivo perché solo oggi scrivo un post con il titolo "aglio marinato" è semplice: E' il primo anno che faccio questo tipo di conserva. E vorrei immortalare, soprattutto per me stessa, la "mia" ricetta di aglio marinato (così l'anno prossimo saprò come fare:) .



In settembre ho fatto alcune prove con diverse ricette trovate in rete. Credetemi, ce ne sono veramente tante!!!
Io ne avevo scelte tre, e assaggiando adesso i risultati (perché devono maturare per almeno un mese prima di essere consumati) ho deciso che la "mia" ricetta di aglio marinato da ora in poi sarà più o meno così:

Per 4 teste di aglio fresco servono:
- 350 ml di vino bianco secco
- 350 ml di aceto di vino bianco (per il vasetto della foto qui sopra ho usato aceto di vino rosso però:)
- 1 cucchiaino di sale
- 1 cucchiaino di zucchero
- 10 grani di pepe nero
- 1 foglia di alloro
- 3 bacche di ginepro
- una manciata di timo secco (oppure rosmarino o maggiorana, secondo i gusti e la disponibilità)

Procedimento:
Togliete la buccia agli spicchi d'aglio. In un tegame portate a bollore tutti gli altri ingredienti, aggiungete l'aglio e lasciate bollire per circa 1 minuto (non di più se volete che gli spicchi restino belli croccanti!). Adesso ponete gli spicchi d'aglio (e anche le spezie) in 3 o 4 vasetti sterilizzati e riempite con il mix di vino+aceto ancora bello caldo. Tappate i vasetti e capovolgeteli per qualche minuto. Si sterilizzano così anche i tappi e raffreddando si creerà il sottovuoto.
Importante: Dimenticate i vasetti per almeno un mese ^__^ prima di consumare questo delizioso aglio marinato.



P.S.: Non stupitevi che gli spicchi nel mio vasetto hanno delle macchie rosse. Come ho scritto anche sopra: invece di usare aceto bianco ho usato aceto rosso questa volta (lo facciamo in casa con il nostro vino) e la colorazione dell'aglio, almeno nei punti dove lo spicchio è stato "ferito" dalla lame del coltello, è dovuta al colore dell'aceto. Non pregiudica minimamente la qualità o la durata della conserva, è soltanto una questione estetica....



sabato 3 novembre 2012

E' ora di seminare aglio, fave e piselli!


Luna calante di novembre - è ora di seminare aglio, fave e piselli. Così li avete presto l'anno prossimo!
Certo, c'è sempre il rischio (specialmente qui da noi al nord) di un inverno estremamente freddo e senza neve (la neve protegge terra e semi/piantine dal gelo). Ma in più di 10 anni che noi pratichiamo la semina novembrina ci è andata male una sola volta. Tutte le altre volte avevamo aglio, fave e piselli molto presto in primavera, decisamente prima dei vicini che seminano in febbraio/marzo.


Il terreno è stato preparato in tempo (vangato, zappato ed arricchito di compost). 


Con un'asse e/o dei bastoni (qui di bamboo) facciamo dei piccoli solchi lungo una riga per mettere giù i semi e con il rastrello lisciamo il terreno. 


Ecco fatto. Al resto ci pensa la natura... GRANDE!


venerdì 20 aprile 2012

E' il momento dell'aglio selvatico

Noi siamo dei grandi mangiatori di aglio. E aprile/maggio sono i mesi dell'aglio selvatico per noi. Ne abbiamo due tipi: l'aglio orsino (allium ursinum) nell'orto, e l'aglio pippolino (allium vineale) nel nostro vigneto.

Cominciamo con quest'ultimo, con l'aglio pippolino. Cresce spontaneo nella vigna.

 (giovani foglie di aglio pippolino)

Le sue foglio che assomigliano un po' a quelle dell'erba cipollina (ma sono molto più dure) possono anche arrivare fino ad un metro di altezza. Sotto terra hanno un bulbo commestibile, simile a quello dell'aglio coltivato (allium sativum), ma molto più piccolo. E adesso, dopo qualche giorno di pioggia, è facile raccogliere questi bulbi perché la terra bagnata è più morbida (tirando fuori la pianta dalla terra secca e dura invece c'è sempre il rischio di rompere le foglie senza arrivare al bulbo).


Questi piccoli bulbi sono molto profumati. Noi li usiamo al posto dell'aglio e li tagliamo nelle insalate, li mangiamo con patate e nelle frittate, li usiamo come base per l'aioli (una salsa di aglio, albume, olio di oliva e sale) oppure per una deliziosa minestra d'aglio.

Poi c'è l'altro: l'aglio orsino. Quello ormai si è ambientato nel nostro orto, ma in realtà è un "intruso". Ho portato due piccole piantine qualche anno fa dalla Germania (dove l'aglio orsino è molto popolare in cucina).


Anche dell'aglio orsino si possono mangiare i bulbi. Ma noi preferiamo mangiare le foglie (sempre molto profumate di aglio). Le tagliamo a piccole dosi nelle insalate primaverili e facciamo un gustosissimo pesto (con parmigiano grattugiato, olio d'oliva, sale e qualche volta con mandorle o pinoli).
L'aglio orsino è una pianta perenne, non diventa molto alta e assomiglia con le sue foglie larghe al mughetto.
Attenzione a non confondere le due piante, il mughetto è tossico!!!!