Visualizzazione post con etichetta boro. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta boro. Mostra tutti i post

giovedì 5 febbraio 2015

Amo la neve


Da stanotte nevica, e a differenza di molti altri in paese io non mi lamento:) Anzi, io adoro la neve. Unico punto dolente: a causa di un forte raffreddore (con mal di gola, tosse e tutto il resto) non posso uscire di casa per fare una bella passeggiata... Così stamattina mi sono limitata a fotografare il bianco dalle finestre accanto al mio computer.


Che differenza tra queste foto "italiane" e quelle "tedesche" che ho postato qualche giorno fa (raccontando il nostro mese di vacanze in Germania)!!


Quel "cosino" che vedete nelle immagini qui sopra è il "needle book" (come si chiama in italiano??) che ho cucito oggi accanto al camino. Ho usato una di quelle pezze di jeans che avevo ricamato l'anno scorso seguendo l'ispirazione boro-sashiko. Questo piccolo needle-book è solo un prototipo, ha un sacco di difetti e quindi resterà il mio personale. Poi ne farò altri, migliori...

A proposito di ricami, ho iniziato ad usare anche quelli che vi avevo presentato nel post precedente. I primi sono stati trasformati in presine e sotto pentole verycountry.


E siccome in questo caso sono contenta dei risultati ho inserito alcune di queste presine nei miei shop su Etsy e su DaWanda


Last but not least: ho fatto pure una foto dei libri (si sono due!) che sto leggendo in questi giorni ^__^
Sono due cose completamente diverse! Il primo, il "Pendolo di Foucault" di Umberto Eco, è stupendo, profondo, ma anche un po' difficile (almeno secondo me). L'ho già letto negli anni '90 e ho deciso di rileggerlo una seconda volta. Per facilitarmi le cose lo sto leggendo in tedesco (mia lingua madre). E per "riposarmi il cervello" ogni tanto, lo alterno con un giallo dell'americana Janet Evanovich. Quello è un libro "da ombrellone", anche "da neve" (vista la stagione:), leggero, assolutamente senza contenuto vero, ma divertente, simpatico e scorrevole.

Voi avete l'abitudine di leggere due libri allo stesso momento? Io di solito non lo faccio, ma questa volta mi sembra una soluzione quasi geniale...

giovedì 25 settembre 2014

Boro, sashiko e le ispirazioni giapponesi...

Visto il titolo che ho scelto per questo post vorrei subito mettere in chiaro alcune cose: non sono mai stata in Giappone, non mi interessa molto la letteratura giapponese, non mi piacciono i manga, non vado matta per il sushi. Ma navigando in internet ho trovato dei tessuti tradizionali giapponesi meravigliosi ... e me ne sono letteralmente innamorata! Parlo dei "boro" (pezze di stoffa per riparare indumenti vecchi e bucati) e del "sashiko", una tecnica giapponese nata per rafforzare i tessuti, cucendo insieme vari strati di stoffa.
Per farvi capire meglio metto alcune foto trovate sui blog di Pietrina Atzori e di Blandina (che spiegano anche bene l'antica tecnica boro/sashiko):

Che dite? Io sono affascinata da questi lavori. Ho già visto che in alcuni negozi online sono in vendita antichi tessuti boro (originali), ad esempio nel Mujostore di Elizabeth Leslie a Kyoto. Un giorno o l'altro vorrei comprarne un pezzo di questa stoffa piena di storia e di vita vissuta per farmi una borsa o forse qualcosa per la casa (come la bravissima Sharon Sarchet del Etsy-shop IndigoMountains ).
Ma siccome i prezzi non sono proprio bassi mi accontento (per il momento) di materiale vintage che ho già in casa. Visto che molti dei vecchi boro sono dei cotoni tinti con l'indaco (un colorante di origine vegetale che in Asia si usa da circa 4000 anni)  e quindi di un bel blu che ricorda (almeno lontanamente) il colore dei blue jeans, mi sono messa a fare alcuni "falsi boro".... ecco i primi "jeans-boro-sashiko à la Helga" :)))


astucci cover (foderati) per smartphone, gameboy ecc.


borsetta portabottiglia in canapa con tasca esterna in boro-sashiko-jeans



Lo so, lo so, il colore dei jeans è un triste tentativo di imitare il bellissimo colore indaco dei tessuti asiatici, e questi miei lavoretti sono una povera, poverissima copia dei veri boro giapponesi. Ma cercherò di migliorare (magari usando un giorno anche dei tessuti originali)! Intanto faccio fuori dei jeans vecchi e rotti che ho in casa.
In ogni caso, gli astucci, borsette ecc. che nascono così sono originali, tutti pezzi unici e moooolto resistenti!
Il figlio (10 anni) di una mia vicina di casa ne ha già presi due (purtroppo non ho fatto le foto), uno per il suo cellulare e uno per il suo Nintendo, ed è supercontento:) Adesso ha deciso di crearsene degli altri da solo - o quasi da solo: la mamma ed io per il momento diamo ancora una mano. Lui comunque impara incredibilmente veloce ad usare la macchina da cucire. Forse prossimamente farò un piccolo post sul giovane sarto pieno di entusiasmo e di talento:))