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martedì 27 febbraio 2018

Quando fuori c'è il burian...

"Burian" oppure "buran", come i russi chiamano quel "loro" vento che viene dalla steppa fino a casa nostra e porta il freddo anche da noi nel Piacentino. Ma a differenza di Roma e di Napoli non abbiamo neve (purtroppo). Qui splende il sole... con temperature intorno ai -7° gradi. Ma siamo in pieno inverno e non mi lamento, anzi.

E mentre fuori c'è il burian, io sto al calduccio, in casa. il più possibile, divertendomi con i miei legni, le mie stoffe e - ultimamente anche - con la mia carta lavabile :-)

Ecco alcuni lavori di questi giorni:


legno d'ulivo

spilla in ulivo

future spille in ulivo
bottini in ulivo
E infine un nuovo shopper fatto con tessuto da tappezzeria, due pezzi di vecchio jeans (per i manici) e quello scampolo di "carta lavabile" che qualche giorno fa ho colorato con la tecnica del eco-printing. Ho preso sul serio le istruzioni e ho lavato questa carta (dopo averla colorata!) in lavatrice a ben 60 gradi. Si è comportata abbastanza bene direi. Non si è sciolta (la mia grande paura, eheh) e anche i colori hanno resistito bene. Solo un po' di rosso-porpora se ne andato, ma non è grave. Sono abbastanza soddisfatta....




mercoledì 6 settembre 2017

Shopping blu :-)

Cambiando colore...


In mezzo ecoprint su lino, ai lati tintura shibori con indaco su cotone

shibori con indaco

ecoprint su indaco (shibori)


lunedì 28 agosto 2017

Shopping in stile ecoprint

Non mi stanco mai di fare borse con le mie tele (e spesso anche con gli scampoli) di ecoprint.
Queste shopper ormai sono in giro per il mondo, aiutano a fare la spesa in Italia (dal nord al sud e anche sulle isole), in Germania, in Francia e una persino nel Sudest-Asiatico.

Ecco le ultime due nate ieri:


Quella a sinistra è tutta in cotone non foderato (ma robusto), quella di destra invece in vecchio lino "della nonna" foderato con cotone (tinto cipolla).

cotone lato 1

cotone lato 2

 lino lato 1

 lino lato 2

martedì 21 marzo 2017

Pizza to go - ma con stile!

Un'amica mi ha chiesto "Adesso che stai cucendo un sacco di cose, mi faresti mica una borsa per portare a casa i cartoni con la pizza calda"?

Ci ho pensato un po', facendo vari progetti. Alla fine ha vinto la versione più vicina ai porta-torte che si vedono un po' in tutti i blog creativi.

Ecco la mia prima borsa porta-pizza:


Nella foto contiene 2 cartoni di pizza, ma ci stanno anche 3, forse 4 alla volta.


Non è un modello difficile da realizzare. Ma ci vuole un sacco di stoffa e anche un sacco di tempo, perché di cuciture ce ne sono veramente tante!

Bene, questo era il prototipo. Il prossimo porta-pizza forse con stoffa tinta/stampata da me. Vediamo...

martedì 24 maggio 2016

Amuleti

Alcune amiche praticano la cristalloterapia. E quando hanno visto le borsettine dei miei eco-gioielli per l'aromaterapia mi hanno chiesto di non riempirle tutte con la lavanda (come era mia intenzione). Perché preferiscono metterci le loro pietre da portare al collo.

Bene, io non so se la cristalloterapia funzioni veramente... Ma l'idea di creare degli "amuleti" in stoffa mi è piaciuta subito. E così ne ho creati altri...


Sono sacchettini piccoli. Il più grande della foto (quello in basso a sinistra) misura circa 8x8 cm, gli altri molto meno.

Bastano comunque per metterci dentro il cristallo prescelto, oppure un piccolo portafortuna, una ciocca di capelli della persona amata, un letterina segreta, una chiave del diario.....

Non metto limiti alla fantasia ^____^

venerdì 19 dicembre 2014

Vecchi sacchi di canapa - terza borsa... la mia!



Nei mesi passati ho già creato due borse con dei vecchi sacchi di canapa - si vedono in questo e in questo post. Entrambe hanno trovato una nuova proprietaria, e ne sono molto contenta. Questa volta però ho fatto una borsa tutta per me :)
L'ho cucita con un'altro di quei sacchi che ho trovato sul solaio dei miei. Lui è timbrato 1957, i primi due erano persino del 1954.


La parte ricamata, che sembra un gobelin, era l'inserto di un grande cuscino da divano che tantissimi anni fa aveva fatto a mano mia nonna.


Il cuscino stesso (che fa parte dei miei ricordi d'infanzia) era fatto di un bellissimo e lucido velluto color marrone, che però si era completamente strappato (sembrava quasi "sciolto") qualche anno fa. L'inserto invece era bello robusto, tutto ricamato con grossi fili di lana. L'ho scucito dal resto del cuscino e sono riuscita a salvarlo. Adesso sono felice che, con questa borsa, ha trovato una nuova funzione, una nuova vita. E sono sicura, ne sarebbe molto felice anche mia nonna....


mercoledì 8 ottobre 2014

Il giovane sarto (mio nuovo assistente:)


Il mio nuovo assistente è figlio dei vicini/amici, ha 10 anni (o quasi, mancano pochi giorni al compleanno) ed è un apprendista-sarto di grande entusiasmo e ... di grande talento.

La sua carriera è iniziata indirettamente per via di questi due astucci (fatti ancora da me), uno per il suo cellulare e uno per il Nintendo:


Quando poi, dopo pochi giorni, mi ha chiesto anche una borsa-tracolla ho risposto: "E perché non te la cuci tu? Ti faccio vedere!"
Detto fatto. Abbiamo preso la macchina da cucire della mamma, un suo vecchio jeans (ormai troppo piccolo e tutto strappato), tagliato una gamba per creare la sacca della borsetta, staccato una delle tasche posteriori per la chiusura, l'altra gamba trasformata in tracolla ... ed ecco il risultato:


Per questa borsetta abbiamo ancora lavorato in due (metà io, metà lui). Ma preso dall'euforia ha voluto andare avanti: "Adesso vorrei fare una borsa grande per la mia maestra." Abbiamo preso appuntamento per il giorno successivo, tagliato un'altro paio di jeans e creato la borsa grande per la maestra (il cui nome inizia con A:). Eccola:


Questa volta direi che l'80 percento del lavoro è stato fatto veramente dal ragazzino stesso, e solo il 20 percento è opera mia (qualche aiuto quando le cuciture erano dure per via dello spessore del tessuto jeans). 
Ma non era mica finita qui! "Adesso vorrei fare un'astuccio tutto da solo". Bene, altro appuntamento, altro jeans da tagliare - per la borsetta 100 percento fatta da lui:


Direi che questo bambino è una vera promessa per il mondo della sartoria :) 
E siccome è pieno di entusiasmo e di curiosità me lo tirerò anche dietro questo week end. Andremo dalla mia amica Marisa di attivARTE per fare un po' di ..... eco-printing. Poi vi racconterò ^____^

E ancora .... un po' di juta

E' troppo bello lavorare con la vecchia juta. Assemblare materiali diversi mi diverte tantissimo, soprattutto se sono materiali vintage. E così sono nate 2 nuove juta-bags:)))

La prima:






E la seconda: 



lunedì 29 settembre 2014

Juta - materiale veryCountry per una nuova borsa...

Vivendo in campagna è molto probabile trovarsi fra le mani dei vecchi sacchi di juta. Una volta (prima dell'invenzione dei sacchi di materiale sintetico) i contadini li usavano moltissimo, per le patate, per i cereali, per il concime ecc.ecc.

Anch'io ne ho trovati alcuni di questi sacconi di vecchia juta. Erano molto sporchi e in più punti erano anche bucati. Ma dopo un'adeguata cura (leggi: triplo lavaggio e qualche rammendo:) si sono rivelati un materiale magnifico. E mi sono subito messa ad usarne/trasformarne uno.

Ecco il risultato: una "tote bag" per fare shopping... e non solo...


La tela di juta è molto rustica e ruvida. Così mi sono divertita ad assemblarla ad altri tessuti di carattere completamente diverso: morbido cotone (ex-tovaglia) per la fodera, lucido raso (ex-borsetta "elegante") per la doppia tasca esterna e robusto tessuto da arredamento per i due manici.
fronte + retro

foderata in cotone bianco+blu

Anche il grosso bottone in madreperla è abbastanza in contrasto con la grezza juta, ma è un contrasto che io trovo interessante....
doppia tasca esterna, 1 con bottone e 1 con cerniera


P.S.: la borsa è abbastanza grande (circa 40 x 45 cm)

giovedì 25 settembre 2014

Boro, sashiko e le ispirazioni giapponesi...

Visto il titolo che ho scelto per questo post vorrei subito mettere in chiaro alcune cose: non sono mai stata in Giappone, non mi interessa molto la letteratura giapponese, non mi piacciono i manga, non vado matta per il sushi. Ma navigando in internet ho trovato dei tessuti tradizionali giapponesi meravigliosi ... e me ne sono letteralmente innamorata! Parlo dei "boro" (pezze di stoffa per riparare indumenti vecchi e bucati) e del "sashiko", una tecnica giapponese nata per rafforzare i tessuti, cucendo insieme vari strati di stoffa.
Per farvi capire meglio metto alcune foto trovate sui blog di Pietrina Atzori e di Blandina (che spiegano anche bene l'antica tecnica boro/sashiko):

Che dite? Io sono affascinata da questi lavori. Ho già visto che in alcuni negozi online sono in vendita antichi tessuti boro (originali), ad esempio nel Mujostore di Elizabeth Leslie a Kyoto. Un giorno o l'altro vorrei comprarne un pezzo di questa stoffa piena di storia e di vita vissuta per farmi una borsa o forse qualcosa per la casa (come la bravissima Sharon Sarchet del Etsy-shop IndigoMountains ).
Ma siccome i prezzi non sono proprio bassi mi accontento (per il momento) di materiale vintage che ho già in casa. Visto che molti dei vecchi boro sono dei cotoni tinti con l'indaco (un colorante di origine vegetale che in Asia si usa da circa 4000 anni)  e quindi di un bel blu che ricorda (almeno lontanamente) il colore dei blue jeans, mi sono messa a fare alcuni "falsi boro".... ecco i primi "jeans-boro-sashiko à la Helga" :)))


astucci cover (foderati) per smartphone, gameboy ecc.


borsetta portabottiglia in canapa con tasca esterna in boro-sashiko-jeans



Lo so, lo so, il colore dei jeans è un triste tentativo di imitare il bellissimo colore indaco dei tessuti asiatici, e questi miei lavoretti sono una povera, poverissima copia dei veri boro giapponesi. Ma cercherò di migliorare (magari usando un giorno anche dei tessuti originali)! Intanto faccio fuori dei jeans vecchi e rotti che ho in casa.
In ogni caso, gli astucci, borsette ecc. che nascono così sono originali, tutti pezzi unici e moooolto resistenti!
Il figlio (10 anni) di una mia vicina di casa ne ha già presi due (purtroppo non ho fatto le foto), uno per il suo cellulare e uno per il suo Nintendo, ed è supercontento:) Adesso ha deciso di crearsene degli altri da solo - o quasi da solo: la mamma ed io per il momento diamo ancora una mano. Lui comunque impara incredibilmente veloce ad usare la macchina da cucire. Forse prossimamente farò un piccolo post sul giovane sarto pieno di entusiasmo e di talento:))

mercoledì 10 settembre 2014

E il gallo canta




Il nostro nuovo co-inquilino si chiama Cocco, è un giovane gallo e "dirige" da qualche giorno la vita nel nostro piccolo pollaio.

Il numero delle nostro galline era sceso drasticamente negli ultimi tempi, una è stata uccisa dalla volpe e un'altra da una malattia... Così abbiamo deciso di prenderne altre due, giovani e molto timide (come si vede chiaramente nella foto seguente)


Chi conosce le gerarchie nel pollaio sa che difficilmente le galline "anziane" accettano quelle nuove arrivate senza beccarle o "torturarle", spesso sono veramente aggressive. L'unico che può mettere d'accordo tutte è ... il gallo! Abbiamo quindi superato la paura di dare fastidio ai nostri vicini (di cui alcuni in passato hanno avuto "problemi" con il canto del gallo) e abbiamo preso Cocco ^___^
Lui, nonostante la sua giovane età, è diventato subito il capo indiscusso nel pollaio.
E sorpresa sorpresa: persino i vicini "veryurban" si sono già complimentati per la sua bellezza (anche se ha la coda ancora incompleta, è molto giovane!!!) e anche per l'allegria che trasmette il suo chichirichiiiiiiiii....


Il giorno che è arrivato Cocco è partita un'altra delle mie borse autoprodotte: è la "sorella" del vecchio sacco di canapa che vi ho già fatto vedere 2 mesi fa. Anche questa, simile ma diversa, è arrivata dalla sua nuova proprietaria. E per non dimenticarla (eh si, io ci tengo alle mie piccole creazioni:) metto qui le foto fatte prima della spedizione....



mercoledì 3 settembre 2014

La vecchia coperta...

Avevo da anni un pezzo di una vecchia coperta di lana, robusta ma un po' ruvida. Insieme a qualche merletto di cotone, uno scampolo di vecchio tessuto ricamato (credo di origine turca) e una tracolla ricavata da una stoffa vintage (che una volta si usava per fare materassi) è diventato la mia "nuova" borsa.


Per la chiusura ho usato un mio bottone (in legno di robinia), il rammendo color fucsia copre un piccolo buco nel tessuto e sul retro ho applicato un "provino" di eco-print all'eucalipto fatto qualche mese fa con Marisa.

La borsa è foderata con cotone beige e ha una comoda seconda tasca interna. Sicuramente è un modello molto particolare e non incontra il "gusto di massa". A me piace però, e penso di usarla moltissimo:) E anche una mia amica non avrebbe disdegnato una borsa simile. Problema: mi era rimasto solo un pezzetto piccolo piccolo della vecchia coperta di lana, e così le ho fatto una borsetta piccola per il suo smartphone. Ecco "madre e figlia":





Chi mi conosce ormai lo sa: quando mi butto su un lavoro nuovo (e le borsette per smartphone sono nuove per me) inizio spesso una nuova "ondata". Così sono nate anche due "sorelle", molto diverse negli stili e nei materiali però: