Visto il titolo che ho scelto per questo post vorrei subito mettere in chiaro alcune cose: non sono mai stata in Giappone, non mi interessa molto la letteratura giapponese, non mi piacciono i manga, non vado matta per il sushi. Ma navigando in internet ho trovato dei tessuti tradizionali giapponesi meravigliosi ... e me ne sono letteralmente innamorata! Parlo dei "boro" (pezze di stoffa per riparare indumenti vecchi e bucati) e del "sashiko", una tecnica giapponese nata per rafforzare i tessuti, cucendo insieme vari strati di stoffa.
Per farvi capire meglio metto alcune foto trovate sui blog di
Pietrina Atzori e di
Blandina (che spiegano anche bene l'antica tecnica boro/sashiko):
Che dite? Io sono affascinata da questi lavori. Ho già visto che in alcuni negozi online sono in vendita antichi tessuti boro (originali), ad esempio nel
Mujostore di Elizabeth Leslie a Kyoto. Un giorno o l'altro vorrei comprarne un pezzo di questa stoffa piena di storia e di vita vissuta per farmi una borsa o forse qualcosa per la casa (come la bravissima Sharon Sarchet del Etsy-shop
IndigoMountains ).
Ma siccome i prezzi non sono proprio bassi mi accontento (per il momento) di materiale vintage che ho già in casa. Visto che molti dei vecchi boro sono dei cotoni tinti con l'indaco (un colorante di origine vegetale che in Asia si usa da circa 4000 anni) e quindi di un bel blu che ricorda (almeno lontanamente) il colore dei blue jeans, mi sono messa a fare alcuni "falsi boro".... ecco i primi "jeans-boro-sashiko à la Helga" :)))
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| astucci cover (foderati) per smartphone, gameboy ecc. |
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| borsetta portabottiglia in canapa con tasca esterna in boro-sashiko-jeans |
Lo so, lo so, il colore dei jeans è un triste tentativo di imitare il bellissimo colore indaco dei tessuti asiatici, e questi miei lavoretti sono una povera, poverissima copia dei veri boro giapponesi. Ma cercherò di migliorare (magari usando un giorno anche dei tessuti originali)! Intanto faccio fuori dei jeans vecchi e rotti che ho in casa.
In ogni caso, gli astucci, borsette ecc. che nascono così sono originali, tutti pezzi unici e moooolto resistenti!
Il figlio (10 anni) di una mia vicina di casa ne ha già presi due (purtroppo non ho fatto le foto), uno per il suo cellulare e uno per il suo Nintendo, ed è supercontento:) Adesso ha deciso di crearsene degli altri da solo - o quasi da solo: la mamma ed io per il momento diamo ancora una mano. Lui comunque impara incredibilmente veloce ad usare la macchina da cucire. Forse prossimamente farò un piccolo post sul giovane sarto pieno di entusiasmo e di talento:))