Visualizzazione post con etichetta nunofeltro. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta nunofeltro. Mostra tutti i post

giovedì 1 novembre 2018

Aggiungendo il blu...


Forse qualcuno di voi si ricorda del poncho bianco in nunofeltro che ho fatto durante un workshop a Cavareno (Trentino) in maggio. Era durante Feltrosa 2018.


Bene, sin dall'inizio avevo in programma di tingerlo un giorno... Adesso quel giorno è arrivato, e il poncho è finito nel tino del indaco naturale (durante una indaco-session che ho fatto con due amiche tintore...). Il risultato è questo:



Nelle foto sopra era ancora bagnato, era appena uscito dal tino. Lavato e asciugato invece adesso si presenta così:


Devo dire che sono molto contenta del risultato. Ma non escludo di eco-stamparlo un giorno con qualche fiore/foglia/radice... Vediamo :-)


martedì 25 settembre 2018

Scaldiamoci... con feltro e nuno feltro

Cominciano i primi freddi autunnali sulla mia collina. Non mi dispiace, anzi! Sono una "donna del nord" e so ripararmi meglio contro il freddo che contro il caldo :-)
Esempio: con il feltro e il nuno feltro, materiale/tecnica che ho scoperto solo l'anno scorso e mi incuriosisce e piace moltissimo.
.
Di seguito una piccola "carrellata" di creazioni fatte ultimamente. 
Iniziamo con gli scalda colli:







Un paio di scalda mani/polsi lunghi:


 ... e poi anche qualche bracciale/polsino (corto):


Sono lavori piccoli, lo so. Ma sto facendo diversi corsi, per imparare sempre di più ....

lunedì 14 maggio 2018

Feltrosa 2018 - una grande festa interculturale




"Feltrosa", l'incontro italiano/internazionale di cui vi ho raccontato già l'anno scorso in questo post, si è svolta questa volta a Cavareno in Trentino. Eravamo circa 70 partecipanti e un grande numero di "accompagnatori" (mariti, fidanzati, amici...).

La durata era di 6 giorni, e il programma era ricco e variegato (vedi qui sul sito della manifestazione)

Io - per motivi vari - ho potuto partecipare solo ad uno dei tanti corsi. E per "comodità" vi faccio copia-incolla del testo che ho già scritto e pubblicato sul sito di FELTROSA 2018 



Feltraie senza confini …
Sono partita per fare una blusa e sono tornata con un poncho (che in realtà sarebbe pure una gonna).
Avrò fatto qualche errore? Sbagliato workshop ? No, anzi! Ho solo trovato la tutor giusta. Natali Shvets, oltre ad essere un’insegnante veramente speciale, è anche una persona  comprensiva e dolce. Non vuole soltanto insegnare una tecnica, vuole anche che le sue allieve siano convinte di quello che fanno, che si trovino a loro agio durante il workshop e anche dopo, con il prodotto finito.
Ed è proprio quello che è successo durante il mio corso “Blusa in nuno feltro”.  Già dopo pochi minuti in cui Natali - per illustrarci le varie tecniche possibili - tirava fuori dalla sua enorme valigia una moltitudine di campioni e di modelli, il “progetto blusa” è tramontato velocemente tra noi partecipanti. Due delle 3 allieve si sono innamorate subito di un poncho/gonna creato dall’insegnante e la terza di una sua giacca/campione. E Natali, invece di protestare per il cambiamento di programma,  ci ha incoraggiate a realizzare quel che più ci entusiasmava.


Confesso di essere arrivata ai limiti delle mie capacità di feltraia (ancora semi-principiante). La mole di lavoro era grande. Per stendere la lana mi servivano non meno di 4 tavoli accostati tra di loro, e dopo un giorno intero in cui mi sono chinata avanti e indietro su questa enorme superficie il mal di schiena non si è fatto attendere molto. 

Ma per fortuna c’era Natali. Con la sua calma (“ce la fai, ma ti devi sbrigare un pochino …”) e la sua capacità di correggere i miei piccoli e grandi errori (“vedi qua, questo è un buco, mettici altra lana …”), con il suo aiuto morale ma anche quello pratico (insieme abbiamo steso circa 8 metri di seta sul mio lavoro …) era determinante per la riuscita della mia impresa. 


Ho imparato molto in quei due giorni di corso, tra l’altro come creare textures e movimenti di superficie senza usare tante decorazioni e colori (il mio poncho è bianco, lo voglio colorare in un secondo momento).



Come scritto prima eravamo solo 3 “vere” partecipanti a questo corso. Una quarta persona ha dato una guest performance di qualche ora per decorare con un po’ di lana e fibre di seta e viscosa una sua blusa precedentemente auto-creata a casa. 



Il nostro gruppo era piccolo, ma forse il più internazionale di tutta Feltrosa 2018. Tra le allieve c’era la belga che vive in Portogallo, la tedesca residente da 30 anni in Italia e la svedese venuta appositamente per questa manifestazione da Stoccolma, poi la maestra ucraina e last but not least una simpatica osservatrice giapponese che per ore e ore si è divertita a seguire con occhi attenti ogni nostro movimento, prendendo nota su un piccolo quaderno e facendo dozzine di foto del nostro work in progress. 
 

Come parlavamo tra di noi? Quasi sempre in italiano, magari un po’ maccheronico ma ci siamo capite benissimo. E con la nostra nuova amica giapponese comunicavamo in un inglese rudimentale e con molti, moltissimi sorrisi e inchini!
Anche questo è Feltrosa: Un raduno di persone che condividono le stesse passioni e che superano con gioia ed entusiasmo i confini geografici e linguistici.
(Helga)
P.S.: E la prossima volta farò una blusa in nuno feltro (forse J )


Ringrazio Paolo Uliana e Natali Shvets per avermi messo a disposizione le belle foto che hanno scattato durante e dopo il corso (io questa volta me ne sono completamente dimenticata, avevo "troppo da fare")

venerdì 16 marzo 2018

Di salvataggi, legni e buona letteratura

E' un po' di tempo che non mi faccio viva su questo blog. 
Eppure non sono stata pigra in queste ultime settimane. Anzi. 
Cercherò di fare un breve riassunto delle mie attività (creative)

Quando una tintura o un ecoprint non mi piacciono, di solito sono un po' delusa, sì. Ma non mi perdo d'animo. Spesso metto da parte il pezzo e aspetto. Aspetto un'ispirazione, aspetto il momento giusto, aspetto la voglia di riprovarci. Bene, questa volta era arrivato il momento giusto per una maglietta in lana+seta che avevo tinto/stampato qualche mese fa con foglie di vario tipo di eucalipto, radici di robbia e foglioline varie (che non ricordo nemmeno più cosa erano). Il risultato, questo lo ricordo bene, era veramente brutto :( Qualche giorno fa mi sono decisa e ho tentato uno dei miei famosi "salvataggi". Avevo tanti avanzi di vecchio bagno colore (reseda, bidens, melograno), fondi di caffè e di tè e anche un po' di "brodo" di cavolo rosso. Bene, ho mischiato tutto e ho tinto in questa sorta di "minestrone" la maglietta. Il risultato è questo marrone/viola che vedete nelle foto ... 
inaspettato ma soddisfacente (sicuramente meglio di prima :-)


Insieme ad una gonna in vecchio lino "della nonna" che ho eco-stampato l'anno scorso 
sarà un bel outfit primavera 2018.


E già che ero in vena ho tinto con le ultime gocce del brodo di cavolo rosso anche qualche scampolo della carta lavabile. E' venuto fuori un bel rosso bordeaux. E con un po' di spago di canapa e qualche perlina di recupero gli avanzini di carta lavabile sono diventati 3 allegri segnalibri.

 

Non proprio un salvataggio, ma comunque un "aggiustamento" è quello della mia giacca in nunofeltro che ho  fatto l'anno scorso durante il workshop con Natali in Umbria.

 Mancava ancora la chiusura, e così mi sono finalmente decisa di mettere dei bottoni 
(naturalmente in legno e handmade). 3 bottoni, in 3 forme diverse.


Il legno non manca mai quando mi dedico alle mie passioni. 
E così ho fatto un po' di foglie e bottoni nuovi...



 ... di cui alcuni sono già stati inviati ad un'amica/cliente che crea vestiti ed accessori in tessuto e lana.


E last but not least la buona letteratura! Il Premio Nobel per la letteratura 2017 è stato dato allo scrittore Kazuo Ishiguro (giapponese di nascita, britannico di fatto). Confesso che non lo conoscevo... Ma insieme al mio Gruppo di lettura abbiamo letto in febbraio "Quel che resta del giorno" (bello!). 
E adesso anche "Non lasciarmi", un romanzo distopico, duro, angosciante a momenti, 
ma anche molto dolce e molto molto bello.

Non vi racconto di cosa parla il libro, per non fare spoiler. 
Dico solo questo: Grande Ishiguro! 
Voglio leggere anche gli altri libri di questo autore...

martedì 19 dicembre 2017

Un salvataggio ... particolare

Dei miei scalda colli fatti in nunofeltro avevo già scritto in questo post .  Qualche settimana fa ne volevo fare un altro, in lana merinos e seta, di forma triangolare, tutto bianco, da ecoprintare e colorare in un secondo passaggio.

Non so bene per quale motivo, ma la colorazione (con foglie e radici varie) non era poi venuta come volevo. Lo scalda collo è uscito dalla pentola un po' troppo scuro, un po' troppo "triste" per i miei gusti.

E così... ho deciso di tentare il "salvataggio" e di fare un piccolo ricamo con cotone bianco per creare una specie di "punto luce" sul davanti. Poi, dopo quel primo ricamino semplice semplice, ne ho fatto un altro, e un altro, e un altro ancora...

E questo è il risultato:


Più che uno scalda collo alla fine era un collo decorativo da portare come una grossa collana. In ogni caso un oggetto un po' "particolare" che durante la sua creazione ho imparato ad amare particolarmente...

Ero convinta che piacesse soltanto a me. Ma in una delle mostre/mercato a cui ho partecipato ultimamente è passata una donna molto "particolare" anche lei (simpatica, bella, spiritosa) che se ne è innamorata. Ho sofferto un pochino dover lasciare andare questa creazione. Ma sono anche contenta di sapere che adesso è con una bella persona :-)

 
 


giovedì 16 novembre 2017

Scaldiamo... il collo!


Ci siamo, i primi freddi sono arrivati e con loro anche i primi mal di gola (almeno per me). E come tutti gli anni in questa stagione faccio degli scalda-colli. Questa volta non all'uncinetto e neanche a maglia, ma in nunofeltro (la mia nuova passione).
Nella foto qui sopra ne vedete uno completamente bianco. Ma lo era così per poco, prima del "trattamento ecoprint" con foglie di eucalipto e casuarina. Dopo ha cambiato faccia:


Poi c'è anche un suo fratello, a cui ho aggiunto qualche filino di viscosa in un tenero turchese:

In seguito metto le foto di tutti gli scalda-colli in nunofeltro che ho prodotto in queste ultime settimane. Sono diversi per forma, per colore, per stile












Molti di questi scalda-colli non ci sono più, hanno cambiato proprietario/a. Ma mi piace "tenere traccia" di loro qui nel blog, per non dimenticare... ^____^