Fine gennaio, pieno inverno, almeno in teoria.
Qui da noi nel Piacentino ci sono delle giornate di sole, a momenti sembra primavera.
Io comunque ho passato un mese in Germania, e lì almeno ho visto un po' di neve. Le lunghe serate in casa (quando non ci siamo divertiti con gli amici in birreria, eheh) le ho "sfruttate" per stare sul divano, vicino al termosifone, lavorando a maglia. Risultato: ben 10 paia di calde e colorate calze :-)
Fa ancora un po' freddo anche qui, ma presto... presto potrò allestire il mio laboratorio per la lavorazione del legno. Come sapete taglio e levigo all'esterno, sotto un portichetto, così "mangio" meno polvere... E appena si alzeranno le temperature partirò con i lavori. Per il momento mi limito a scegliere un po' tra i rami stagionati in cascina.
Ecco i primi pezzi di maggiociondoli, ciliegio, melo e albicocco che saranno trasformati in bottoni, fibbie, spille ecc.ecc.
Ho tanti progetti, tante idee, non vedo l'ora di iniziare!!!
viviamo in campagna, curiamo un'orto, un piccolo vigneto, alcuni animali da cortile, un cane, un gatto e - nonostante l'età - ancora tanti sogni. "adesso siamo very country people" diceva mio marito scherzosamente quando abbiamo iniziato questa esperienza contadina, dopo decenni di vita e lavoro nelle metropoli, in giro per il mondo. questo blog non vuole insegnare niente a nessuno, è semplicemente una sorta di diario, un promemoria per noi stessi e per chi ha voglia di leggerlo. benvenuti!
domenica 28 gennaio 2018
martedì 19 dicembre 2017
Un salvataggio ... particolare
Dei miei scalda colli fatti in nunofeltro avevo già scritto in questo post . Qualche settimana fa ne volevo fare un altro, in lana merinos e seta, di forma triangolare, tutto bianco, da ecoprintare e colorare in un secondo passaggio.
Non so bene per quale motivo, ma la colorazione (con foglie e radici varie) non era poi venuta come volevo. Lo scalda collo è uscito dalla pentola un po' troppo scuro, un po' troppo "triste" per i miei gusti.
E così... ho deciso di tentare il "salvataggio" e di fare un piccolo ricamo con cotone bianco per creare una specie di "punto luce" sul davanti. Poi, dopo quel primo ricamino semplice semplice, ne ho fatto un altro, e un altro, e un altro ancora...
E questo è il risultato:
Più che uno scalda collo alla fine era un collo decorativo da portare come una grossa collana. In ogni caso un oggetto un po' "particolare" che durante la sua creazione ho imparato ad amare particolarmente...
Ero convinta che piacesse soltanto a me. Ma in una delle mostre/mercato a cui ho partecipato ultimamente è passata una donna molto "particolare" anche lei (simpatica, bella, spiritosa) che se ne è innamorata. Ho sofferto un pochino dover lasciare andare questa creazione. Ma sono anche contenta di sapere che adesso è con una bella persona :-)
Non so bene per quale motivo, ma la colorazione (con foglie e radici varie) non era poi venuta come volevo. Lo scalda collo è uscito dalla pentola un po' troppo scuro, un po' troppo "triste" per i miei gusti.
E così... ho deciso di tentare il "salvataggio" e di fare un piccolo ricamo con cotone bianco per creare una specie di "punto luce" sul davanti. Poi, dopo quel primo ricamino semplice semplice, ne ho fatto un altro, e un altro, e un altro ancora...
E questo è il risultato:
Più che uno scalda collo alla fine era un collo decorativo da portare come una grossa collana. In ogni caso un oggetto un po' "particolare" che durante la sua creazione ho imparato ad amare particolarmente...
Ero convinta che piacesse soltanto a me. Ma in una delle mostre/mercato a cui ho partecipato ultimamente è passata una donna molto "particolare" anche lei (simpatica, bella, spiritosa) che se ne è innamorata. Ho sofferto un pochino dover lasciare andare questa creazione. Ma sono anche contenta di sapere che adesso è con una bella persona :-)
Etichette:
eco-gioielli,
eco-printing,
ecoprint,
fatto a mano,
nunofeltro,
ricamo,
scalda collo
sabato 9 dicembre 2017
Non solo bottoni...
Ho poco tempo in questo periodo per il blog, è mi dispiace molto.
Ma le settimane prima di Natale sono piene come sempre. Piene di cene e pranzi pre-natalizi con amici. Piene di creare, confezionare e spesso anche spedire regali e regalini.
E i week end sono pieni di mercatini, mostre e fiere che frequento come visitatrice ma anche come espositrice.
Cosa porterò? Naturalmente i miei vestiti e tessuti ecoprintati, sciarpe colorate con la tecnica giapponese dello shibori, creazioni in feltro, nunofeltro e pura lana e tanti tanti oggetti e oggettini fatti a mano con legni nostrani. E non sono solo bottoni...
Se siete nelle zona e avete voglia di fare un giro in collina (che anche in questa stagione è molto bello!) sarei felice di salutarvi di persona :-) Ciao!!!
Ma le settimane prima di Natale sono piene come sempre. Piene di cene e pranzi pre-natalizi con amici. Piene di creare, confezionare e spesso anche spedire regali e regalini.
E i week end sono pieni di mercatini, mostre e fiere che frequento come visitatrice ma anche come espositrice.
Domani per esempio avrò un mio tavolo a Nibbiano e la domenica dopo a Trevozzo (entrambi qui vicino, in Val Tidone)
Un pochino più lontano, ma non tanto, è Varzi nel Oltrepò Pavese. Lì parteciperò sabato 16 dicembre come espositrice alla mostra/mercato L'Arte delle Mani nel bellissimo Castello Malaspina
![]() |
| SPILLE IN LEGNO DI ULIVO E MAGGIOCIONDOLO |
![]() |
| COLLANE IN LEGNO E PERLE VINTAGE (di recupero) |
Etichette:
animali,
ciondoli,
eco-gioielli,
ecoprint,
fatto a mano,
feste e tradizioni,
mercatini,
regali,
spille in legno
lunedì 27 novembre 2017
Olive nere e "tapanade" a modo mio
Secondo "turno" di olive nere sotto sale (del 1° avevo già scritto un mese fa, per la precisione QUA).
I diversi "turni" dipendono dal fatto che noi abbiamo diverse varietà di olive nel nostro orto/frutteto, e ogni varietà ha i suoi tempi di maturazione, di raccolta, di conservazione...
Quelle della foto qui sopra sono state quasi un mese sotto sale grosso prima di perdere l'amaro, erano belle "toste" questa volta. Ma adesso sono molto buone. Ieri le ho lavate con acqua dolce, durante la notte si sono asciugate e stasera le metterò sotto vuoto (così durano un po' di più).
Quest'anno, per la prima volta, ho anche raccolto circa 2 chili di olive molto grosse di un alberello che da 10 anni non ha mai fruttificato...
Per loro ho usato una ricetta nuova (nuova per me):
Le ho incise su due facce opposte e messe in un recipiente a strati alterni di sale e olive (150 grammi di sale ogni chilo di olive) e le ho lasciate riposare per circa 15 giorni. E' uscita tantissima acqua di vegetazione (color marrone) e con lei anche l'amaro.
La ricetta originale (che avevo trovato in un vecchio libro da cucina) prevedeva semplicemente di lavarle poi in acqua dolce, di asciugarle e di farle appassire al forno ventilato a 50°.
Dopo - così diceva il libro - sono pronte per essere mangiate oppure di essere conservate in vasi di vetro. Ma... per dire la verità, secondo me erano troppo salate per mangiarle. Così ho deciso di fare la mia prima "tapanade", la crema di olive nere (snocciolando e frullando con un po' di olio e aglio)
Mi sono venuti tre vasetti e mezzo. Il "mezzo" lo stiamo già mangiando :-)
Per i tre vasetti pieni invece ho optato per la sterilizzazione a bagnomaria. E' vero che il sale è un' ottimo conservante, ma... non si sa mai!!
Chi conosce la cucina francese sa che nella vera "tapanade" provenzale non ci sono soltanto olive nere, sale e aglio, ma anche acciughe e capperi. Beh, questa volta l'ho fatta a modo mio. E vi assicuro: Anche questa mia "tapanade povera" è ottima sulle bruschette e le tartine e anche con i formaggi di sapore un po' forte.
domenica 19 novembre 2017
Shibori - tutto il ciclo
![]() |
| shibori con indaco fresco |
Quel workshop in realtà era solo il primo di un ciclo di 4 incontri, in cui il maestro giapponese Akifumi ha insegnato diverse tecniche shibori, con diversi colori naturali. Io ho "saltato" il terzo (ero in Francia quel giorno), quello con il caffè, ma metto la foto (presa "in prestito" dal sito di Shibori Lab) lo stesso. Così il ciclo è completo.
![]() |
| shibori con vino rosso |
![]() |
| shibori con caffè |
![]() |
| shibori con indaco fermentato e secco |
Etichette:
indaco,
persicaria tinctoria,
shibori,
tintura naturale,
vino,
workshop
giovedì 16 novembre 2017
Scaldiamo... il collo!
Ci siamo, i primi freddi sono arrivati e con loro anche i primi mal di gola (almeno per me). E come tutti gli anni in questa stagione faccio degli scalda-colli. Questa volta non all'uncinetto e neanche a maglia, ma in nunofeltro (la mia nuova passione).
Nella foto qui sopra ne vedete uno completamente bianco. Ma lo era così per poco, prima del "trattamento ecoprint" con foglie di eucalipto e casuarina. Dopo ha cambiato faccia:
Poi c'è anche un suo fratello, a cui ho aggiunto qualche filino di viscosa in un tenero turchese:
In seguito metto le foto di tutti gli scalda-colli in nunofeltro che ho prodotto in queste ultime settimane. Sono diversi per forma, per colore, per stile
Molti di questi scalda-colli non ci sono più, hanno cambiato proprietario/a. Ma mi piace "tenere traccia" di loro qui nel blog, per non dimenticare... ^____^
Etichette:
bottoni di legno,
eco-printing,
ecoprint,
fatto a mano,
feltro,
nunofeltro,
regali,
scalda collo
domenica 29 ottobre 2017
E poi c'è anche l'indaco!
Mi mancava anche questo: la tintura con l'indaco! Sono un po' troppo eclettica con la mie "passioni", lo so. Ma ogni tanto devo cambiare, se no mi annoio. E l'indaco è proprio bello, divertente e tutto sommato anche rilassante.
Qualche settimana fa ho passato un piacevolissimo pomeriggio a casa di due amiche a tingere un po' di stoffe e magliette...
Abbiamo usato un "kit" di indaco che si trova in commercio e per ottenere i disegno la tecnica giapponese dello shibori (tye and dye - stringere e tingere).
Ieri invece sono andata a Milano per partecipare ad un workshop organizzato dallo "Shibori LAB" del maestro giapponese Akifumi Takeshita. Invece del indaco secco (come sopra) abbiamo usato foglie fresche. Il risultato è diverso, meno carico di colore, molto più delicato e soprattutto: al 100 percento naturale e senza chimica!
Ecco alcune delle foto prese dalla pagina Facebook dello "Shibori LAB - tintura giapponese":
Io avevo anche portato un mio scalda collo in nunofeltro, completamente bianco (sia la lana sia la seta). E il maestro Akifumi era così gentile a farmi tingere anche questo pezzo, praticamente come "fuori programma" per vedere come si comporta il nunofeltro con l'indaco fresco. Beh, del risultato non mi posso lamentare direi :-)
Etichette:
fatto a mano,
indaco,
nunofeltro,
shibori,
workshop
martedì 24 ottobre 2017
Olive 2017 - questa volta senza la mosca
Dopo il disastro che ha provocato l'anno scorso la mosca olearia qui da noi (neanche 1 oliva si era salvata) quest'anno è andata decisamente meglio. Non sono tantissime le olive, ma sono sanissime e così le facciamo maturare e diventare nere.
Non facciamo l'olio (non c'è un frantoio nel Piacentino, purtroppo), ma le mettiamo via da mangiare.
La prima raccolta di olive (ce ne saranno altre 2 penso) l'ho fatta circa 3 settimane fa...
... e messa sotto sale grosso
Oggi le ho assaggiate, hanno perso l'amaro e sono pronte per essere conservate
Se vi interessa la procedura: ne ho parlato 2 anni fa in questo post
Etichette:
autoproduzione,
cucina,
olive,
parassiti,
ulivi
Iscriviti a:
Post (Atom)
















































