venerdì 28 febbraio 2014

Vecchie/nuove collane...


Come ho già accennato qualche giorno fa, sono in piena "fase di upcycling":) E ho deciso di non comprare materiale nuovo per i miei "lavoretti" (grrrrr, che brutta espressione!). Almeno per un po' voglio usare/riusare quello che ho già in casa. Questa volta è toccato al mio stock di collane e collanine rotte. In parte sono proprio mie (comprate in giro per il mondo per poi abbandonarle in qualche cassetto), in parte erano di mia mamma, di mia nonna e delle zie di mio marito.



Nelle foto qui sopra vedete che c'è un po' di tutto: perle vere e finte (di fiume e di mare), perle di vetro (di Murano) e di argento (indiano), dischetti di guscio di uovo di struzzo (presi dai San in Africa), coralli (di Sardegna), una vecchia fibbia etnica (del Marocco), un ciondoli di argento (fatto a mano da un'amico artista locale) e in terra cotta (di un'artista toscana), uno di giada(?credo?) a forma di cagnolino, pietre semi-preziose (spagnole) e anche alcune perle e perlone di antico avorio (non ricordo come sono arrivate a me, ma sono bellissime!). E questa è solo una parte del mio "tesoro dimenticato"....

Bene, ho iniziato a comporre qualche collana, ancora in modo molto provvisorio. Su fili di nylon e anche su cordoncino di cuoio ho mischiato il materiale vintage con qualcosa di nuovo: con "perle" rustiche di legno che ho fatto in casa (un po' sulla falsa riga dei miei bottoni...).

Ecco il risultato:


Di alcune composizioni sono già abbastanza contenta, di altre un pochino meno (devo modificarle). Se non altro sono tutti pezzi unici, irripetibili:)))

martedì 25 febbraio 2014

La nascita di un nuovo cestino...

Anche il VeryCountryMarito è molto attivo/creativo in questi giorni. Visto che dopo la legatura delle viti gli sono avanzati un po' di salici ... ha messo in cantiere un nuovo cestino.


E' vero, da quando ha imparato la tecnica (guardate il post sull'argomento di 2 anni fa) abbiamo un bel numero di ceste e cestini, e di tante misure diverse. Ma non sono mai troppi! Servono sempre, per fare la spesa, raccogliere la frutta e verdura, portare gli attrezzi in campagna ecc. ecc.


Sono ecologici, economici e anche belli - almeno secondo me :-)

domenica 23 febbraio 2014

Finalmente.....

... una bella giornata di sole sulle nostre colline! 

Il vigneto è potato e le viti sono legate.
L'albicocco ha già cacciato le prime foglie.
E anche la bieta selvatica è rispuntata rigogliosa come sempre tra i filari :)

L'imminente arrivo della bella stagione (almeno speriamo che arrivi:) 
mi ha fatto abbandonare per un po' lana e ferri 
e con loro i "lavori invernali" (calde calze, sciarpe, guanti...). 
In compenso ho tirato fuori vecchie stoffe e antichi pizzi e merletti 
che da qualche anno giacciono in un'armadio di casa.
E in pieno spirito dell'upcycling mi diverto a trasformarli
in polsini, "acchiappa-cuori" e altri oggetti che vi mostrerò prossimamente.



Buona domenica a tutti, a presto!!!



domenica 16 febbraio 2014

Ci sono... ^_^

Eccomi qua! In diversi mi hanno chiesto ultimamente se il mio blog è chiuso o abbandonato (visto che non scrivo niente da circa 2 mesi). No, è solo in "pausa". I motivi sono vari, non gravi comunque. Prima ero all'estero per più di un mese e adesso ho il mio computer in riparazione....
Scrivo questo post come "ospite" sul computer di mio marito. E siccome non voglio sfruttare più del necessario la sua veramente graaaande pazienza mi limito a mettere una foto-collage di alcuni nuovi bottoni che ho fatto in queste ultime settimane. Il legno (ulivo, robinia e ciliegio) proviene come sempre dalle potature nel nostro orto/frutteto/vigneto.


Presto (almeno spero) avrò indietro il mio computer e tornerò più attiva.
Buona domenica sera a tutti, ciao!!!!!

martedì 17 dicembre 2013

Mercatini in città - veryurban:)

Che amo vivere in campagna l'avete capito ormai ^__^.
Ma di tanto in tanto mi fa anche moooolto bene passare un po' di tempo in città. E l'ho fatto con grande piacere lo scorso week end a Milano, ospite a casa degli amici Luisa e Mauro che mi hanno viziata alla grande (grazie!!!:).

Erano giorni dedicati alla Milano pre-natalizia. Sabato, oltre al ormai famoso Banco di Garabombo , mercatino di Natale equosolidale vicino alla fermata Pagano della MM1, abbiamo visitato anche il Green Christmas 2013 nella "Fonderia Napoleonica Eugenia" nel quartiere Isola. Un posto incantevole dove durante il week end si è svolta la seconda edizione di un eco-mercatino e si potevano acquistare, direttamente dai circa 50 bravissimi espositori/artigiani, prodotti eco-fashion, oggetti di design bio-ecologico e prodotti bio-cosmetici per il benessere e la bellezza.

E poi domenica.... TA-DAHH ... il  mercatino a Baggio, dove anche Luisa ed io abbiamo offerto le nostre creazioni:)  Era un mercatino molto più piccolo e - essendo la prima edizione - meno conosciuto, ma nonostante questo molto allegro e anche ben visitato dalle famiglie Milanesi . Ci esponevano soprattutto gli hobbisti e le associazione di quartiere per farsi conoscere e per autofinanziare le loro attività.
Era un'esperienza molto simpatica e bella per me. Ecco alcune foto:

Per sapere di più sul mercatino di Baggio e soprattutto sul lavoro e l'impegno delle associazione che l'hanno promosso vi invito a visitare il blog di Luisa e anche il sito dell'associazione DimensioniDiverse di cui Luisa fa parte.


lunedì 9 dicembre 2013

Grand Hotel per ragni e insetti - in costruzione

Del fatto che noi non disprezziamo le "bestioline" (insetti, ragni e company), anzi: che cerchiamo di attirarle in vari modi, vi ho già parlato qua e anche qua . I rifugi per le api solitarie e per le forbicine che abbiamo costruito l'anno scorso si sono rivelati molto utili e sono stati apprezzati dai loro piccoli abitanti. Ma essendo molto piccoli anche questi rifugi li chiamerei "pensioncina" oppure "bed+breakfast per bestioline". Quello che sta costruendo mio marito in questo periodo invece è un vero e proprio "Grand Hotel" per insetti e ragni. Guardate:


La struttura è fatta e già collocata al muro di un vecchio pollaio nell'orto, rivolta verso ovest.


Piano piano i vari reparti (le suite:) saranno riempiti di materiale di recupero (legni, stecche di bamboo, potature, mattoni, sassi ecc.ecc.) per creare habitat per animaletti diversi.


Non so ancora cosa ha previsto "l'architetto" per i reparti vuoti. Ma non tarderà molto a finire l'opera e vi farò vedere il risultato! A presto, ciao!!

mercoledì 4 dicembre 2013

L'ondata degli scaldamani...

Tanti tanti scaldamani sono nati nelle ultime settimane a casa mia. In tante misure, piccoli e grandi, per bambini, per donne, per uomini. E naturalmente in tanti colori diversi....


Il tutto era iniziato con un paio di scaldamani che avevo fatto per me, perché non avendo il garage il volante della mia macchina è molto freddo al mattino. E con questi "guanti senza dita" la mano è veramente protetta dal freddo, senza impedire però alle dita di muoversi liberamente.
Poi me ne ha chiesto un paio un'amica, poi ne ho fatti altri per barattarli/scambiarli in Zerorelativo, poi per un'associazione che ha partecipato al mercatino di Natale che si è svolto in un paese vicino ecc.ecc.ecc.

Molti di quelli che vedete qui sopra hanno già trovato dei nuovi proprietari. Ed io .... continuo a lavorare con lana ed uncinetto. Perché ho ancora diverse prenotazioni, e domenica 15 andrò ad un mercatino a Milano dove intendo portare alcuni scaldamani insieme ad altre mie creazioni in lana...



Lo so, sono un po' monotematica (per non dire: noiosa) in questo periodo. Il modello è piuttosto semplice e non ha bisogno di grandi spiegazioni. Ma è molto rilassante realizzarlo e mi piace proprio nella sua semplicità; lineare e funzionale. Per il pollice c'è il solito foro, la lana in quasi tutti i casi è lana merinos superwash (così non ci sono problemi con il lavaggio), e come abbellimento ho scelto dei bottoni di legno autoprodotti (ulivo, ciliegio, robinia, sanguinello, prugna) che ho trattato con più mani di olio di lino e con cera d'api, in maniera che anche loro non soffrono troppo l'acqua e i lavaggi.

Quest'anno è quindi l'anno degli scaldamani per me. L'anno scorso era quello dei calzettoni e l'anno prima ancora ho fatto almeno 12 "baktus" (le famose sciarpe triangolari che venivano dal grande nord e che erano molto di moda all'epoca). Chi sa l'anno prossimo - forse mi prenderà la passione per i berretti di lana o per i maglioni norvegesi o per i copriletto con le piastrelle "granny" all'uncinetto.......

E voi, cosa state producendo in questo periodo? Avete anche voi, come me, delle "ondate" nelle vostre creazioni???

giovedì 21 novembre 2013

Yogurt + sale = "philadelphia" (o quasi)

A volte le ricette più semplici sono le più buone. Esempio: la ricetta per fare un formaggino spalmabile (simil-philadelphia) in casa. Me ne aveva parlato qualche settimana fa la mia amica Chiara (lei l'aveva letto in internet), ma confesso che ero mooolto scettica. Poi me ne ha portato una parte della sua prima produzione, ed ero...entusiasta! Adesso me lo preparo anch'io il mio "philadelphia homemade", ed è buonissimo!!!!

Gli ingredienti sono soltanto due: yogurt bianco naturale (meglio se bio) e sale fino. Io ho usato 250 gr di yogurt e 1 cucchiaino e mezzo di sale (anche 1 cucchiaino soltanto se non lo amate troppo salato!!!).


Procedimento: In una ciotola mischiate yogurt e sale e trasferite tutto in una seconda ciotola rivestita da un canovaccio pulito e non profumato (lavato senza ammorbidente!!!). Chiudete i lembi del canovaccio, legateli con uno spago e appendete questo fagotto sopra la ciotola in maniera che il siero possa colare. Inizierà subito perché il sale separa il siero dallo yogurt. (Io ho appeso il fagotto in un angolo del lavandino, ma potete anche metterlo in uno scolino con sotto un contenitore per raccogliere il siero.)


Lasciate gocciolare per circa 20 ore. Dopodiché strizzate bene il canovaccio per far uscire anche l'ultimo po' di siero e voilà: il formaggino spalmabile è pronto!!!



Se volete un formaggino più "molle" potete toglierlo già dopo 12 ore dal canovaccio, e naturalmente potete aggiungere anche degli "aromi speciali": dei pezzi di noci ad esempio, oppure un po' di cipolla tritata, di pepe, peperoncino, erbe fresche o secche.... dipende dalla vostra fantasia e dai vostri gusti.

Il lavoro per preparare questo formaggino è veramente minimo, il costo è basso e a differenza dei diversi "spalmabili" che troviamo oggi in commercio mangeremo qualcosa di cui conosciamo gli ingredienti!!!

P.S.: Fino adesso ho buttato il siero. Ma vorrei provare come fa Francesca del blog Voglioviverecosì . In realtà lei non fa il "philadelphia" con yogurt+sale ma la ricotta con latte+limone. Anche a lei però, alla fine del procedimento, avanza del siero. E invece di buttarlo lo usa per fare pane e dolci. Ecco la sua ricetta

venerdì 15 novembre 2013

Bargnolino - liquore di prugnolo selvatico

Il "bargnolino" è il tipico liquore della provincia di Piacenza. Si ottiene in modo naturale dall'infusione di alcool, bacche di prugnolo selvatico (il "bargnolo" appunto) e zucchero. Ha un sapore leggermente aspro-acidulo e viene ancora oggi autoprodotto in molte famiglie piacentine.
Anch'io, piacentina di adozione, lo preparo da anni. In ottobre vado a raccogliere i bargnoli che crescono nelle siepi selvatiche intorno al nostro paese.



Di ricette per preparare il bargnolino ce ne sono diverse. C'è chi fa l'infusione bargnoli+alcool per poi aggiungere uno sciroppo di acqua+zucchero. Io non amo molto il dolce e seguo un'altra "scuola".
Ecco la mia ricetta:
Metto 1 chilo di bargnoli (raccolti maturi, da noi in settembre/ottobre) in un vaso grosso e copro con 1 litro di alcool da liquori a 95°, aggiungendo 100 grammi di zucchero. Lascio esposto l'infuso alla luce del sole per circa 20 giorni, agitando il vaso almeno 2 o 3 volte a settimana.



Dopo 20 giorni aggiungo 1 litro di buon Gutturnio fermo (il Gutturnio è il tipico vino rosso Piacentino) e aspetto ancora 3 settimane, poi filtro e imbottiglio.
Il bargnolino è un ottimo digestivo. E se vi piace più dolce basta metterci più zucchero. Provateci!

lunedì 4 novembre 2013

Bottoni di legno ... all'opera

"Aspettiamo di vederli all'opera" ha scritto Francesca qualche giorno fa sotto il mio post sui bottoni di legno di robinia pseudoacacia. E aveva ragione, non faccio quasi mai vedere a che cosa mi servono tutti questi bottoni (oltre a barattarli in Zerorelativo e venderne qualcuno nel mio piccolo DaWanda-shop).
Ecco a voi qualche foto dei bottoni "all'opera" ... ^___^
vari scaldacollo con bottoni di legno di ulivo e di alloro

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cappa di lana a cui ho sostituito i bottoni di metallo con bottoni di legno di robinia

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legno di rosa, robinia, nocciolo e prugna per orecchini, spille, borse, festoni

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e ancora: ulivo, prugna e robinia per braccialetti, borsettine, spille, scaldapolsi...

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lunedì 28 ottobre 2013

Scorta per l'inverno: la bietola selvatica

Sono mesi che la bietola selvatica fa parte del nostro menù. Cresce in grandi quantità ai bordi dei sentieri vicino a casa e anche del nostro vigneto.


E prima che arrivino i primi freddi abbiamo deciso di farci la scorta per l'inverno: domenica siamo andati a raccoglierne una bella quantità, portando a casa una carriola intera.  La bietola selvatica è più piccola di quella coltivata che si trova nei supermercati, ma e anche molto più saporita. Una volta pulita abbiamo riempito un'enorme pentola (quella che uso per sterilizzare vasi e bottiglie per marmellate e conserve).


Come vedete nelle foto qui sopra: facendola bollire il volume della bietola si riduce notevolmente, perché esce l'acqua di vegetazione dalle foglie e dalle coste. E da una carriola di bietola cruda alla fine rimane giusto uno scolapasta pieno di bietola cotta. Ma per noi basta: erano circa 4 chili che abbiamo messo in sacchettini da freezer . Durante l'inverno ci serviranno per fare minestre e minestroni e anche per preparare deliziose torte salate e frittelle.